Da "Tremonti bubbonico" a super guru che piace alla Lega e ai Cinquestelle: a volte ritornano

Prima definito "Giulio Tremorbi" dal M5S, ora ospitato "volentieri" sul blog di Grillo. L'ex ministro potrebbe essere il collante per nuove alleanze

Beppe Grillo, Giulio Tremonti, Matteo Salvini
Beppe Grillo, Giulio Tremonti, Matteo Salvini
di Cr.S.   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

"Volentieri pubblichiamo". E lui, in calce al suo scritto, ricambia sul blog di Beppe Grillo: "Davvero grato per l’ospitalità e con i miei migliori saluti". Il MoVimento 5 Stelle adotta un parere dell'ex ministro dell'Economia ai tempi dei governi Berlusconi, Giulio Tremonti, in cui l'attuale senatore espressione del gruppo Grandi Autonomie e Libertà fa fuoco e fiamme contro l'austerity europea e il fiscal compact. Raggiunto da Tiscali Notizie per commentare come le sue posizioni anti-austerità abbiano avvicinato la Lega ai Cinquestelle, Tremonti non commenta. Non gli va di prestarsi all'agone politico, preferisce il suo ruolo di intellettuale super partes che fustiga la finanza internazionale in un libro dopo l'altro. Resta la domanda: cosa è accaduto a far accettare ai grillini uno scritto del senatore ed ex ministro, da loro precedentemente definito "Tremonti bubbonico", "Tremorbi" e attaccato da Marco Travaglio in un video editoriale ospitato nel blog di Grillo, in cui il direttore del Fatto Quotidiano gli diceva di dimettersi se davvero aveva il sospetto che Berlusconi lo facesse spiare per poi farlo fuori? 

Correzione e stretta di mano

Lo scritto di Tremonti nasce per correggere un post sul blog di Grillo che da' per certa l'approvazione del fiscal compact da parte del Pd già lo scorso febbraio e sottolinea come i pacchetti che stabiliscono le regole del pareggio di bilancio e dello stop al disavanzo nei conti dello Stato, siano state volute e votate dal governo Berlusconi-Lega nel 2011. L'ex titolare dell'Economia, sotto il cui governo è arrivata tra l'altro la creazione di Equitalia, non ci sta a fare la parte del killer dei conti italiani, ancora oggi stremati da spending review che impediscono agli enti locali di usare i soldi in cassa per politiche sociali e misure economiche, e devastati dalla schiavitù del rapporto deficit/pil che non può sforare il 3%, se no arriva la trojka a comandare in casa tua e si scatenano nuovamente le agenzie di rating a mandarti in rosso i titoli di Stato e farti crollare l'economia. Secondo Tremonti, ospitato dai Cinquestelle, le regole stringenti che oggi non piacciono a nessuno (tranne a Mario Monti, che ne fu il loro attuatore e ancora oggi ne è il difensore) furono accettate dal governo italiano "tra l’8 ed il 16 novembre 2011, quando...Berlusconi stava cadendo od era già caduto". Prosegue Tremonti: "L'Italia, era infatti sotto la drammatica pressione di una crisi speculativa che via via e sempre più ne limitava la sovranità". Il disegno finale? Sempre secondo Tremonti: "Una crisi che aveva piuttosto per obiettivo quello di trasferire sull’Italia prima la colpa e poi il costo della crisi delle banche tedesche e francesi, esposte a folle rischio sulla Grecia". Come non essere d'accordo con uno che critica l'Unione europea brutta e cattiva?

Tutti votarono, tutti sono contro

Perciò ecco che Giulio Tremonti ex socialista oggi piace ai grillini, piace alla Lega rispetto a cui non ha mai nascosto simpatie e volontà di dialogo (cosa che provocò la frattura fra lui e l'allora premier Berlusconi) e piace molto anche al Sole 24 Ore (che precisa, ci piace come intellettuale e scrittore, non come politico responsabile dell'Economia nazionale). Il giornale di Confindustria fa un ricco commento ultra positivo dei libri del senatore, e lo descrive come felice fustigatore di un'Unione europea impreparata alla crisi, raggiunta dalla crisi dopo aver subito gli effetti della globalizzazione, e che oggi procede con misure che fanno peggiorare le condizioni del malato (cioè la reggenza stessa dei conti controversi dei Paesi membri dell'Ue). Applausi. Come non essere d'accordo con Giulio Tremonti quando ipotizza la rifondazione dell'Unione europea in forma di  Confederazione in cui gli Stati tornino ad avere quella sovranità che i trattati stanno distruggendo? E d'altra parte a molti preoccupa e spaventa che il fiscal compact che vincola ancora di più i Paesi membri a severe regole di austerità (già votato a favore da 25 su 27) entri definitivamente nei trattati. Tornando a casa nostra, nel centrodestra c'è chi come Giovanni Toti, governatore della Liguria, spinge per l'alleanza con la Lega a cui invece fa la guerra Berlusconi, e lo stesso Toti è esponente di chi, pur vicino all'ex Cavaliere, ha grande simpatia per i grillini. C'è però un problema grande così: Tremonti, oggi giubilato dalla politica attiva, nella sua opera di critico resta un europeista che vuole un'Ue diversa. Grillo, che flirtava con Farage, e la Lega di Salvini, nascono e crescono nell'antieuropeismo spinto. E' un panorama in trasformazione, che cerca gli ispiratori intellettuali per saldare nuove alleanze. Quel collante potrebbe essere l'ex "Tremonti bubbonico" richiamato alla politica attiva? A volte ritornano è un detto sempre attuale nella politica italiana, guardate che dispetti stanno facendo D'Alema e Prodi a Renzi.