Macron vuole sconnettere i teenager dai social almeno a scuola

Macron vuole sconnettere i teenager dai social almeno a scuola
di Askanews

Roma, 16 dic. (askanews) - Il governo della Francia intende "disconnettere" i bambini da dispositivi mobili e soprattutto dai social network, quantomeno a scuola, e intende introdurre un inasprimento delle regole anche per i teenager minorenni: la necessità del consenso dei genitori per l'iscrizione ai social sotto i 16 anni. Ma le misure in arrivo, annunciate dal ministro della cultura Jean-Michel Blanquer sulla base del programma voluto dal presidente Emmanuel Macron, oltre a raccogliere consensi hanno suscitato anche polemiche e scetticismi.La questione ha assistito a una accelerazione dopo che nei giorni scorsi Blanquer ha annunciato che al rientro delle feste di Natale fine d'anno a tutti gli scolari di Francia potrà essere drasticamente vitato l'uso di dispositivi mobili a scuola. "Stiamo lavorando alle modalità", ha detto, notando come vi siano degli istituti dove questo divieto "c'è già". L'iniziativa va inquadrata "in un messaggio di salute pubblica che preoccupa le famiglie", ha aggiunto il ministro.In più sono state presentate proposte di legge che prevedono il consenso dei genitori sui minori di 16 anni per iscriversi a social network come Facebook o Instagram. Paradossalmente proprio mentre alcuni social cercano di ampliare le loro basi di utenti mirando sui piccolissimi: Faceoook in particolare, riporta il Financial Times, sta lanciando una app di messaggistica mirata per bambini dai 6 anni in su, che prevede che i genitori possano decidere con chi può chattare il minore.Le normative europee prevedono in generale il compimento dei 16 anni per aderire ai social, ma lasciano ai singoli Stati la possibilità di prevedere limiti più bassi (in Italia come in Gb è 13 anni su molti social).Ma sempre il quotidiano finanziario Gb riporta delle perplessità sull'effettiva possibilità di attuare i propositi regolamentari. In particolare dal sociologo Pascal Lardellier. "dato che i giovani sono connessi sempre più da giovani, pensare che genitori e autorità riescano a controllare l'uso che fanno della rete è utopistico e irrealistico". Posto che lo stesso Lardallier riconosce l'esistenza dei problemi: "i pericoli sulla rete e sui social per i bambini vanno dal cyberbullismo all'assuefazione, alla desocializzazione, ai disturbi del sonno e all'esoposizione a immagini violente o pornografiche".Per questo, secondo Rachel Delacour, appena eletta a capo della lobby France Digital, la soluzione non può che passare da una educazione dei giovani all'uso informato e sicuro di questi strumenti.