Boom di robot nell'industria italiana, ecco cosa rischiano i lavoratori

A causa della automazione sempre più spinta nei prossimi anni 3,2 milioni di occupati perderanno il lavoro. Già oggi viene utilizzato 1 robot ogni 62 addetti

Boom di robot nell'industria italiana, ecco cosa rischiano i lavoratori
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

L'avvento di Industry 4.0 avrà importanti ripercussioni sul mercato del lavoro. Il motivo è molto semplice. Gli investimenti in atto porteranno ad una automazione della produzione inimmaginabile solamente pochi anni fa. Le aziende diventeranno il regno incontrastato di robot e intelligenza artificiale. I sostenitori di questa rivoluzione sottolineano che l’automazione servirà per migliorare la produttività, la qualità dei prodotti e anche le condizioni lavorative. Gli operai faranno minore sforzo fisico, si libereranno dei lavori pericolosi e di quelli di routine per potersi dedicare alla supervisione e al controllo. Insomma tutto bello. Peccato solo per un dettaglio: secondo le stime riportate dal Sole 24 Ore solamente in Italia 3,2 milioni di lavoratori sono destinati a perdere la loro occupazione, quasi il 15% di tutti gli occupati. E a rischio non sono gli operai ma anche gli impiegati perchè l'utilizzo della intelligenza artificiale va a colpire anche le attività di ufficio a minore valore aggiunto. 

Automazione fondamentale per sopravvivenza industria italiana 

Che fare? Bloccare tutto per non correre questo rischio? Ovviamente non avrebbe senso anche perché senza Industry 4.0 la manifattura italiana è destinata a sparire. E’ una rivoluzione che bisogna fare assolutamente. Il problema semmai è un altro: far sì che la politica preveda in anticipo l’adozione di misure adeguate a fronteggiare l’inevitabile ondata di licenziamenti che accompagnerà il percorso verso la smart factory.

Italia tra i paesi più avanzati nell'impiego di robot 

Il fenomeno per ora rimane sotto traccia nel dibattito pubblico. Nei talk show politici si parla di altro. Migranti e ius soli fanno più ascolti e così tra gli italiani c’è poca consapevolezza sul fatto che il nostro Paese sia tra quelli più avanzati al mondo nell’utilizzo di robot industriali. Già ora vengono utilizzati 160 automi ogni 10.000 lavoratori ovvero 1 robot ogni 62 uomini. Siamo davanti a Francia, Regno Unito, Spagna e Canada. Gli Stati Uniti ci superano di pochissimo (173 robot ogni 10 mila addetti) Siamo indietro solamente alla Germania (300 robot ogni 10 mila addetti), Giappone (398) e Corea del Sud (531).

Rischio è arrivare impreparati a gestire effetti di Industry 4.0

Il problema perciò è concreto e non tarderà a manifestarsi mettendo a nudo l’inadeguatezza dei nostri ammortizzatori sociali. In Italia mancano ancora delle vere politiche attive a favore di chi è in cerca di lavoro. Di formazione professionale si parla nei talk show ma non nelle commissioni parlamentari, reddito di cittadinanza e revisione della contestata riforma Fornero sul sistema pensionistico rimangono tabù. E così mentre il mondo produttivo e l'innovazione corrono alla velocità della luce, il rischio è che ancora una volta l'Italia arrivi impreparata a gestire le conseguenze sociali dell’avvento di robot e intelligenza artificiale.