Dai pannelli solari ai lavori impiantistici, entra in vigore l’elenco dei primi 58 lavori da fare senza permesso

Da oggi alcune ristrutturazioni edilizie si possono fare senza permesso: è entrato infatti in vigore il decreto delle Infrastrutture del 2 marzo 2018

Dai pannelli solari ai lavori impiantistici, entra in vigore l’elenco dei primi 58 lavori da fare senza permesso
TiscaliNews

Da oggi alcune ristrutturazioni edilizie si possono fare senza permesso: è entrato infatti in vigore il decreto delle Infrastrutture del 2 marzo 2018 con l’elenco dei primi 58 lavori liberalizzati, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2018.

Le novità del decreto

Il decreto ha recepito il "glossario unico" delle opere che non richiedono un titolo abilitativo: Cil, Cila, Scia o permesso di costruire. L’intervento del Mit, che dà attuazione all’articolo 1, comma 2 del Dlgs 222/2016, ha lo scopo di cominciare a mettere ordine nella giungla dei regolamenti comunali e regionali che prevedono, anche per le tipologie di lavori più semplici e senza alcun impatto ambientale o urbanistico. Non era infrequente, per esempio, che per il rifacimento del bagno (impianti, sanitari e piastrelle, senza spostamenti di pareti o porte) nei Comuni venisse richieso il Cil, con una sanzione di 1000 euro in caso di mancata presentazione, o, in passato, la Dia.

Attività edilizia libera

Il “glossario unico” ha messo ordine alle molteplici interpretazioni sul suolo italiano della legge esistente che autorizza diversi lavori ad essere realizzati senza permessi, sempre nel rispetto delle leggi in materia. Il decreto, ricorda una nota, individua le principali categorie di intervento e un primo elenco delle 58 principali opere (dagli intonaci ai lampioni) che possono essere realizzate in edilizia libera, allegando una tabella di facile utilizzo per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

Dai pannelli solari ai lavori impiantistici

Le prime 58 opere da realizzare nelle abitazioni o attività produttive saranno considerate in regime di edilizia libera in tutto il Paese, fermi restando il rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative di settore sulle attività edilizie e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio. Concretamente, vengono messe in edilizia libera: installazione (e opere correlate), riparazione, sostituzione o rinnovamento di cancellate e opere anti intrusione; riparazione e sostituzione di controsoffitto (anche installazione se non strutturale); riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento e/o messa a norma degli ipianti elettrico, del gas, igienico e idrico-sanitario (per quest’ultimo anche in caso di sostituzione dei sanitari, di fatto il rifacimento del bagno); installazione, riparazione, sostituzione,rinnovamento e messa a norma di servoscale e ascensori (per questi, purché non si incida sulla struttura portante); pavimentazione di aree pertinenziali comprese vasche di raccolta delle acque e locali tombati; creazione di barbecue, gazebo, pergolati (non stabilmente infissi), ripostigli per gli attrezzi, tenda e pergotenda, elemento divisorio verticale non in muratura; installazione di pompa di calore aria-aria.

La tabella del 2016

Si attua così l’articolo 1, comma 2 del Dlgs 222 del 2016, che già conteneva una tabella dei vari interventi edilizi, con relativi regimi amministrativi, dall’edilizia libera sino ai permessi di costruire. Già nella tabella del 2016 risultano libere le manutenzioni ordinarie e le pompe di calore, oltre ai manufatti leggeri in strutture ricettive, l’eliminazione di barriere architettoniche, i pannelli fotovoltaici, gli elementi d’arredo. Ora l’elenco si amplia notevolmente e mette a tacere le pretese di alcuni legislatori locali e di regolamenti comunali assurdamente restrittivi

Alcuni limiti

Ad esempio, nei centri storici le barriere architettoniche potranno essere eliminate senza alcuna autorizzazione se il dislivello resta nei 60 centimetri e non è richiesta l’autorizzazione paesaggistica nei centri storici solo se le opere stesse sono invisibili da aree pubbliche. Rimangono problemi per i pannelli fotovoltaici, che sono “edilizia libera” nelle zone non vincolate perché “accettati dalla sensibilità collettiva” (Tar Milano 496/2018), ma nelle zone di pregio ambientale (e nei centri storici) devono comunque rispettare le falde dei tetti.