Montepaschi di Siena, il salvataggio della banca costerà 250 euro a famiglia

Fra i cattivi pagatori alcuni grandi personaggi dell'economia italiana. Aumenterà il debito: la Ue chiederà tagli e tasse

Montepaschi di Siena, il salvataggio della banca costerà 250 euro a famiglia
Redazione Tiscali

Il salvataggio di Montepaschi sarà pagato dagli italiani: costerà 250 euro a famiglia. I conti li ha fatti Libero che ha anche svelato chi ha ridotto ai minimi termini la banca. Fra i clienti che non hanno rimborsato figurano la Sorgenia della famiglia De Bendetti (600 milioni di buco) e don Verzé, il fondatore dell’ospedale San Raffaele (200 milioni). Negli archivi Mps c’è anche una fidejussione di 8.3 milioni che Silvio Berlusconi aveva firmato a favore di Antonella Costanza, l’ex moglie del fratello Paolo: i soldi, mai restituiti, erano serviti alla signora per offrirsi una villa al mare, in Costa Azzurra.  La famiglia Berlusconi mise comunque a tacere, pagando, la bagatella. Qualche problema importante è venuto dal Gruppo Marcegaglia.

Cattivi pagatori sarebbero stati anche alcuni calibri medi che la banca, nonostante le insistenze dei piccoli azionisti, in particolare di Maria Alberta Cambi (Associazione del Buongoverno), non ha voluto svelare appellandosi alla privacy. Ma è venuto fuori, comunque, che il 70% delle insolvenze è concentrato tra i clienti che hanno ottenuto finanziamenti di almeno 500 mila euro (9.300 posizioni). Il buco più profondo, si legge sempre su Libero, lo ha scavato chi ha chiesto più di 3 milioni di euro. La scansione dei prestiti dice anche un’altra cosa: “Mussari e Vigni hanno concesso crediti. Profumo e Viola ha dovuto prendere atto che erano diventati fuffa”, ha spiegato Nino Sunseri.  In altro articolo di Libero - “La banca costerà 250 euro a famiglia” - il giornalista di Libero Giuliano Zulin ha spiegato che il salvataggio pubblico in corso sarà, in buona sostanza, una tassa che i poveri pagheranno ai ricchi.

E c’è anche un altro motivo per non restare sereni, dopo il varo del decreto salva-risparmi, la Ue si è detta disponibile a concedere un aumento di 20 miliardi del debito pubblico per mettere in sicurezza le banche. Ma c’è un ma: Bruxelles chiederà al nostro governo di rispettare le regole del Fiscal Compact. Cosa vuol dire? Vuol dire che se il nostro governo aumenterà il debito dovrà o tagliare la spesa o aumentare le tasse. Gli obbligazionisti subordinati di MPS invece riceveranno un trattamento di “favore” anche rispetto a quelli delle quattro banche popolari salvate lo scorso autunno: saranno rimborsati delle perdite, ma soltanto in parte e con un procedimento lento e farraginoso.

La Bce e la Commissione europea devono assicurare che le autorità italiane rispettino le regole dell'Ue. Così il ministero delle Finanze tedesco commenta il piano salva-banche italiano in una nota - riferisce Bloomberg - spiegando che la ricapitalizzazione precauzionale delle banche tramite il governo può concorrere alla soluzione dei problemi "soltanto in circostanze eccezionali" e "nel quadro di regole stringenti". "La banca in questione (Mps ndr) deve essere solvente e i fondi statali non devono essere usati per coprire perdite in bilancio", osserva il ministero tedesco mettendo in evidenza che "non ci deve essere alcun aggiramento delle regole" e che "azionisti e creditori subordinati dovrebbero essere i primi a essere chiamati in causa" per far fronte alle perdite.

Dalla Germania ancora critiche al piano salva-banche italiano da parte di alcuni esponenti politici del partito di Angela Merkel. "Mi aspetto che il governo tedesco dica che così non può andare. E che la Bce non accetti le misure di salvataggio", è quanto ha detto alla Bild Michael Fuchs, vice capogruppo dell'Unione (Cdu e Csu) al Bundestag. Il tabloid ha anche raccolto l'opinione del presidente dell'Unione delle medie e piccole imprese della Cdu, Carsten Linnemann, secondo cui chi compie errori deve risponderne: "Vale per le imprese come per le banche", ha detto. Grillo e Salvini sempre più vicini, eppure l’intervento su Mps poteva essere attuato 5 mesi fa, ma il Pd ha in quel frangente ha fatto carte false pur di evitare polemiche prima del referendum. Risultato? Il conto da pagare è ora lievitato sino a 3.8 miliardi.