Banca Carige taglia mille dipendenti e chiude 120 filiali

Via un quinto dei dipendenti e delle filiali

Banca Carige taglia mille dipendenti e chiude 120 filiali
Redazione Tiscali

Il consiglio di amministrazione di Banca Carige ha approvato il piano industriale 2017-2020, che prevede il ritorno all’utile nel 2018. Rafforzamento patrimoniale di oltre 1 miliardo di euro, di cui 560 milioni per l’aumento di capitale e 480 milioni per cessioni degli asset e conversione dei bond. Tra gli otto punti del nuovo piano industriale, denominato “Transformation program Carige”, vi sono anche note dolenti, soprattutto per i lavoratori. L’istituto, infatti, prevede la riduzione di circa mille dipendenti e la chiusura di circa 120 filiali oggi attive sul territorio italiano.

Tagliato il 20 per cento del personale

Si tratta di circa il 20 per cento del personale e del 20 per cento degli sportelli dell'istituto ligure. Banca Carige, in questo modo, ritiene di poter raggiungere una riduzione del 23 per cento dei costi operativi entro il 2020. Il piano dell'a.d Paolo Fiorentino, si legge in una nota, ha aumentato i tagli di oltre il 100 per cento rispetto a quelli previsti nel piano di febbraio di Guido Bastianini. I dipendenti scenderanno dai 4.742 di inizio luglio 2017 (erano 4.873 a fine 2016) ai circa 3.900 a fine piano, mentre le filiali passeranno dalle 518 di inizio luglio (dato che sconta già 58 chiusure nel corso dell'anno) a 455 a fine piano.

Banca Carige vola in Borsa

Nella nota diffusa dall’istituto ligure si legge che viene "confermato il rafforzamento patrimoniale entro il 2017 attraverso aumento di capitale, ottimizzazione del passivo e cessione di asset" e l'"abbattimento dei volumi e innalzamento dei coverage", cioè delle coperture sul portafoglio crediti, "in linea con le best practice". L’annuncio del Cda ha permesso al titolo dell’istituto di godere di un importante balzo in Piazza Affari. Il titolo guadagna il 4,97 per cento a 0,255 euro, sfiorando così la soglia del +5 per cento  che determina lo stop al rialzo in Borsa.

Romani: "Accanimento su lavoratori"

"Siamo stupefatti che, nell'individuare quale elemento fondamentale di rilancio della banca la presenza di una base di clienti resiliente e fedele, ci si accanisca contro i lavoratori, ossia coloro che hanno permesso che questa fedeltà si mantenesse, rimediando ai danni reputazionali provocati dalle cattive gestioni dei vertici". Così in una nota il segretario generale di First Cisl, Giulio Romani, in relazione al nuovo piano industriale di Carige. "Volontarietà e sostenibilità sociale devono essere i punti fermi della gestione delle ricadute occupazionali - aggiunge Romani -, mentre è chiaro che non ci sono spazi per ulteriori sacrifici retributivi in una banca che ha già un livello di costo unitario del personale al di sotto della media di sistema in virtù dello straordinario senso di responsabilità mostrato in questi anni dai lavoratori e dal sindacato". "Piuttosto - conclude Romani -, osserviamo che ancora una volta ci troviamo di fronte a stantie formule basate sul taglio di dipendenti e di filiali, sulla cessione degli npl, su esternalizzazioni di professionalità e sulla mera riorganizzazione dei processi e dei modelli organizzativi, mentre poco o nulla si innova dal lato dei prodotti e dei servizi".