Assist di Pasquale Natuzzi per i suoi cassintegrati: un premio a chi li assume

L’idea è molto semplice: un contributo di 12mila euro per l’azienda che prende i lavoratori e 5mila a chi si rende disponibile a cambiare casacca

Natuzzi ha proposto un assist a chi assume i suoi cassaintegrati
di I. D.   -   Facebook: I.D.   Twitter: @IgnazioDess

Nell’idioma calcistico l’assist è un appoggio illuminante del compagno che consente all’attaccante di andare in gol. Ma traslato nel mondo del lavoro quel termine può significare la soluzione di un problema occupazionale. E quanto hanno pensato Pasquale Natuzzi, re della produzione di divani, e i suoi collaboratori. In pratica un modo per consentire ai 340 lavoratori finiti in cassa integrazione di trovare una nuova collocazione.

L’idea è molto semplice: un contributo di 12mila euro per l’azienda che assume e 5mila a chi si rende disponibile a cambiare casacca. Un vero “assist” insomma, da proporre quale esempio agli imprenditori attraverso un road show che prenderà il via da Matera il 21 di questo mese. Perché come dice lo slogan, “la cassa integrazione scade, un lavoratore no”.

E allora bisogna dire che quella del gruppo Natuzzi può essere una buona idea. A patto che ai lavoratori interessati vada fornita anche un’adeguata riqualificazione professionale. Per questo il progetto prevede l’inserimento in un piano di formazione adeguato e l’addestramento mirato riguardo al settore di destinazione.

L’attrattività dovrebbe superare abbondantemente quella del Jobs Act con i suoi famosi 2800 euro di beneficio, considerato che l’”assist” si somma all’incentivo degli 8.500 euro garantiti a chi assume lavoratori in Cig. Alla fine ne dovrebbe derivare un risparmio di circa il 45 per cento per l’impresa disposta ad accogliere un cassaintegrato Natuzzi, e ciò per tutti i tre anni durante i quali è previsto il riconoscimento dell’incentivo. Si aggiunga poi che le imprese interessate possono - nel caso - "utilizzare gli stabilimenti dismessi di Altamura e Ginosa".

“Un investimento non solo responsabile ma vantaggioso, ed una risposta alla crisi”, come sostiene su il Giornale il direttore del personale di Natuzzi Antonio Cavallera. Un “contributo concreto ai dipendenti, alle aziende e alla possibilità di ripresa dei territori”, attraverso una “collaborazione virtuosa tra le aziende per salvaguardare il patrimonio di conoscenze e competenze dei lavoratori e creare nuove opportunità”.

Alcune realtà hanno per altro espresso già interesse, in base a quanto previsto dall’Accordo di programma siglato con Stato e Regione Puglia. Re-Joint, azienda operante nel settore biomedicale, si è detta interessata ad accollarsi una parte degli esuberi, e lo stesso ha fatto Cae, società attiva nel monitoraggio e controllo del territorio.