Il capitalismo di Amazon: il business corre come non mai eppure sorprende tutti con una decisione incredibile

La società ha confermato il licenziamento di centinaia di dipendenti

Il capitalismo di Amazon: il business corre come non mai eppure sorprende tutti con una decisione incredibile
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

La notizia, anticipata inizialmente dal Seattle Times ha sorpreso e non poco gli americani. Amazon, il rullo compressore che sta crescendo ad una velocità folle in un numero incredibile di settori, ha avviato le procedure per il licenziamento di centinaia di dipendenti soprattutto nel quartier generale di Seattle.

Record di vendite e utili 

Come è possibile? La creatura di Jeff Bezos sta macinando record di vendite e di utili nel commercio elettronico, nella logistica, nei servizi tecnologici per le aziende e ultimamente anche nell’intrattenimento con la produzione di serie tv originali per la piattaforma di Prime Video. Un colosso che dopo 8 anni di assunzioni continue è arrivato ad avere mezzo milione di addetti nel mondo e 40 mila nella sola sede di Seattle.

Focus su aree più redditizie 

Dunque, perché la compagnia sta licenziando centinaia di dipendenti? Il motivo è molto semplice e conferma la “fame” di Jeff Bezos che non ha nessuna intenzione di fermarsi nonostante sia diventato l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio personale che ormai ha superato i 100 miliardi di dollari. Amazon ha spiegato che i tagli hanno l’obiettivo di ridurre le spese in alcuni settori per poter concentrare più risorse nelle aree di business più redditizie come l’intelligenza artificiale e l’intrattenimento digitale. Nonostante il successo crescente l’ottimizzazione delle attività prosegue con “ferocia”. Una lezione che l’Italia dovrebbe imparare, soprattutto nel pubblico, dove le risorse vengono spese male e con poca attenzione all’efficienza.

Jeff Bezos

Opportunità ricollocamento 

Amazon ha anche fornito rassicurazioni sulla sorte delle persone “tagliate”. Sarà offerta loro la possibilità di essere ricollocate nei settori in espansione. Perché le assunzioni non si fermano. Attualmente la società vanta 3.900 posizioni aperte nella sola Seattle e 12.000 nel mondo.

Per frenare Amazon si invoca l'antitrust 

Il successo travolgente di Amazon sta incominciando a creare malumori negli Stati Uniti dove qualcuno incomincia ad invocare l’antitrust per porre un freno alla macchina di Jeff Bezos prima che si trasformi in un monopolio assoluto. L’America già in passato ha dimostrato di essere capace di intervenire contro i giganti diventati troppo grandi e ingombranti.  Standard Oil nel settore petrolifero e AT&T in quello delle telecomunicazioni sono state costrette allo smembramento.

Intervento difficile contro la società di Bezos 

Affinché l’antitrust possa intervenire per fermare una azienda è necessario però dimostrare che la posizione dominante si sia trasformata in una danno per i consumatori e dunque per la società. Nel caso di Amazon questo però sarebbe difficile da affermare anche perché fino ad ora il segreto del suo successo è stato proprio quello di riuscire ad offrire ai clienti altissimi livelli di soddisfazione. Il conto spesso viene pagato dai dipendenti che sono sottoposti a condizioni di lavoro durissime, ma questo è un altro discorso che all’antitrust non interessa.