Lavoro: per gli umanisti è più difficile ma anche per loro esistono opportunità

Fondamentale però integrare i percorsi di studio accademici con approfondimenti specialistici

Anche gli umanisti possono distinguersi nel mercato del lavoro con competenze specialistiche digitali
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Che per gli umanisti sia più difficile trovare un lavoro non è solo una opinione. A supporto di questa affermazione esistono indicatori statistici oggettivi come quello elaborato dal CEPS (Centre for European policy studies). Fatto 100 l’indice medio di spendibilità sul mercato dei vari corsi di laurea, quelli in Storia e Lettere in Italia hanno un punteggio di -265. Al top i laureati in economia con un +273.

Necessaria una specializzazione post laurea - Attenzione però perché come è noto le medie non sempre sono idonee a raccontare in modo esaustivo la realtà. Ed infatti anche nel caso dei giovani umanisti esistono delle importanti differenze tra chi si limita ai soli studi accademici e chi invece integra il percorso formativo con approfondimenti e stage mirati in settori specifici. In termini più semplici per chi riesce ad essere meno generalista e più specializzato possono aprirsi interessanti prospettive di occupazione.

Opportunità nelle nuove professioni digitali - E una conferma arriva anche dalle offerte di lavoro pubblicate da alcune agenzie presenti in Italia come Page Personnel, Antal e Gi Group. Gli umanisti sono ricercati per ricoprire ruoli di copywriting, content marketing, social media management, seo ovvero quell’insieme di figure professionali che si stanno affermando con la sempre maggiore diffusione della comunicazione digitale. Allo stesso tempo rimangono un tradizionale bacino di occupazione le attività commerciali, dell'export e del customer service.

Apprezzata la capacità comunicativa e la flessibilità mentale - Gli umanisti possono essere apprezzati per le capacità comunicative e per la flessibilità mentale. Quest’ultima dote risulta particolarmente preziosa per le aziende tecnologiche. Potrebbe sembrare un controsenso ma fu lo stesso Steve Jobs, uno dei più grandi innovatori degli ultimi 40 anni, ad affermare che il segreto della Apple stava nel suo Dna composto dal matrimonio tra la tecnologia e le arti.

Umanisti utili per capire le esigenze delle persone - Gli ingegneri e gli scienziati servono per progettare e costruire i prodotti, i manager e gli avvocati per far funzionare le aziende ma spesso e volentieri sono gli umanisti a capire meglio di tutti le esigenze delle persone. In una economia sempre più orientata al cliente questa capacità è fondamentale e non riguarda solo le grandi multinazionali ma anche le piccole imprese.