[La storia] Italia decisiva per il successo di Ikea. In una intervista il fondatore ha rivelato il perché

A pochi mesi dalla scomparsa di Ingvar Kamprad torna in libreria il reportage su di lui fatto da Nanni Delbecchi, l’unico giornalista italiano riuscito nell’impresa di intervistarlo  

[La storia] Italia decisiva per la nascita di Ikea. In una intervista il fondatore ha rivelato perché
Ingvar Kamprad
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Ci sono personaggi famosi molto difficili da intervistare e giornalisti che passano alla storia per esserci riusciti. Uno di questi è Nanni Delbecchi che mise a segno il colpo di intervistare Ingvar Kamprad, il mitico fondatore di Ikea, scomparso lo scorso 27 gennaio. L’intervista venne pubblicata nel 2007, nell’ambito di un reportarge sul noto imprenditore che Marsilio si appresta a riportare in libreria. Una anticipazione è stata pubblicata da Il Fatto Quotidiano. Ed emerge un aneddoto molto curioso: l’Italia ha avuto un ruolo fondamentale sia nella vita privata dell’imprenditore che nella nascita di Ikea.

L'incontro con la moglie 

“Ho conosciuto mia moglie a Capri, negli anni ’60, entrambi stavamo visitando villa San Michele. Ci siamo conosciuti lì e non potevo chiedere un inizio più romantico al mio matrimonio. Ma l’Italia è stata importante anche per il mio lavoro  e in quel caso la città decisiva fu Milano” ha raccontato Kamprad a Delbecchi.

L'ammirazione per i designer italiani 

“Prima di iniziare a produrre i miei mobili mi sono messo a girare il mondo per visitare i saloni del mobile specializzati – ha proseguito – e quello che mi colpì di gran lunga di più fu la Fiera campionaria di Milano, all’inizio degli anni Cinquanta. C’erano mobili molto belli, firmati da architetti di grido come Sottsass, Zanuso, Magistretti. Erano però anche terribilmente dispendiosi e si capiva al volo che per le persone normali non potevano andare bene”.

Ingvar Kamprad negli anni '60

L'intuizione sull'opportunità di business

“Continuando a viaggiare – ha raccontato ancora – sono diventato amico di qualche italiano. Sono entrato nelle loro case e ho visto con i miei occhi che quello che c’era nelle abitazioni della gente era diverso da quello che veniva esposto nelle fiere. C’era un vero e proprio abisso. E in fondo cosa è un abisso? Un grande spazio di mercato da occupare”.

L'occasione persa per il made in Italy 

L’intervista di Delbecchi spiega indirettamente l’interrogativo che in tanti, ancora oggi, si pongono: perché Ikea è nata in Svezia e non Italia, da sempre paese più avanzato al mondo nella produzione di mobili? La risposta è dunque semplice: aver puntato sul mercato del lusso e quindi sulle esigenze dei più ricchi e non invece anche su quelle delle persone normali. Una occasione di mercato persa per il made in Italy che ha fatto invece la fortuna di un imprenditore geniale come Ingvar Kamprad.