Banca Etruria: maxi causa da 300 milioni per gli ex vertici

Si lavora al "residual entity" dell'istituto. Tutti i risparmiatori dovranno passare per l'arbitrato

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Redazione Tiscali

Una richiesta di danni da centinaia di milioni di euro da portare avanti contro i vecchi amministratori della Banca Etruria. Sarebbe questa l'intenzione del commissario liquidatore della ex Banca Etruria. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, si lavora al "residual entity" ovvero ciò che è rimasto dell'istituto dopo la separazione delle attività passate alla "good bank" (la Nuova Banca dell’Etruria presieduta,  così come per Banca Marche, Carife e Carichieti, dall'ex direttore generale di Unicredit Roberto Nicastro) e dei crediti in sofferenza girati alla "bad bank" ovvero la Rev Gestione Crediti, la Spa costituita lo scorso 18 dicembre alla cui presidenza è stata chiamata l’ex magistrato Livia Pomodoro.

Richieste danni per quasi 300 milioni di euro - "Restano in capo alla residual entity tutte le azioni attive e passive non ancora intentate e tra queste le cause di responsabilità a carico dei vecchi manager e consiglieri" di Banca Etruria, spiega il quotidiano milanese. Secondo stime approssimative, le richieste "potrebbero essere superiori a 200 milioni, forse vicine ai 300 milioni" (sono circa 400 milioni totali le richieste contro gli ex vertici di Banca Marche e Cassa di Risparmio di Ferrara). Ma per potersi rivolgere al tribunale e chiedere i danni mancano "due passaggi tecnici": l'individuazione della operazione che hanno portato al dissesto della banca e successivamente il via libera da parte della Banca d'Italia.

Tutti i risparmiatori dovranno passare per l'arbitrato - Intanto dal governo ribadiscono che per ottenere una forma di rimborso degli investimenti "cancellati" con il salvataggio delle quattro banche tutti i risparmiatori dovranno passare per l'arbitrato. Che sarà regolato al più presto, con il decreto cui il ministero dell'Economia sta già lavorando insieme al ministero della Giustizia e alle autorità bancarie.

Morando: "Il decreto va fatto presto" - Prima di allora quindi non arriverà nessun indennizzo "anticipato" e tantomeno "selettivo", rivolto solo ad alcuni risparmiatori di alcuni degli istituti coinvolti. Il viceministro all'Economia, Enrico Morando, è stato chiarissimo: il decreto per intervenire in aiuto di chi ha perso i propri risparmi "va fatto presto".