Ad Philip Morris Italia: "Mancano i tecnici, migliaia di posti di lavoro non soddisfatti, è quasi un crimine contro l’umanità"

Il manager ha fatto appello alle istituzioni: intervenire è un dovere

Ad Philip Morris Italia: 'Mancano i tecnici, migliaia di posti di lavoro non soddisfatti, è quasi un crimine contro l’umanità'
di MP   -   Twitter: @micpontrelli

Se l’Italia fosse un paese diverso il grido d’allarme lanciato da Eugenio Sidoli, numero uno di Philip Morris Italia, avrebbe un effetto devastante sul dibattito politico ma quasi sicuramente passerà inosservato. Sidoli ha avuto il coraggio di denunciare un problema di cui purtroppo si parla pochissimo in una nazione affamata di lavoro come la nostra: l’incapacità delle istituzioni di formare giovani con competenze adeguate a soddisfare le necessità del settore produttivo.

Mancano le competenze tecniche 

“Non abbiamo bisogno solo di computer ma anche di persone. Ci mancano periti industriali, siamo in strutturale difetto di offerta” ha dichiarato il manager che guida una mega fabbrica costruita dal colosso del tabacco americano a Crespellano, nel bolognese. Parlando ad un convegno organizzato dal settimanale Panorama Sidoli ha spiegato che “in prospettiva c'è una richiesta di migliaia di potenziali posti di lavoro che le aziende del territorio non sono in grado di soddisfare” a causa della mancanza delle giuste competenze.

Situazione inaccettabile, quasi un crimine contro l'umanità 

Il manager ha definito questa situazione “inaccettabile, quasi un crimine contro l’umanità”. Per il numero uno di Philip Morris Italia “la città e le istituzioni hanno il dovere di soddisfare questo tipo di richiesta”. “E’ un dovere – ha proseguito – progettare quello che il territorio sarà tra 10 anni”. Parole dure ma di semplice buon senso, quello che purtroppo manca diffusamente nel nostro Paese.