"Non deve dimettersi" il giudice costituzionale che faceva usare l'auto di servizio alla moglie per lo shopping

Nicolò Zanon indagato per peculato dalla Procura di Roma. La consorte, docente di diritto costituzionale e attivista renziana, utilizzava la macchina anche in vacanza

Nicolò Zanon e la moglie, Marilisa D'Amico
Nicolò Zanon e la moglie, Marilisa D'Amico
TiscaliNews

Non si dimetterà, continuerà a percepire i suoi benefit e lo stipendio. Perché la Corte costituzionale, di cui è membro, ha respinto in blocco le sue dimissioni. Nonostante il giudice Nicolò Zanon sia indagato per peculato. Saranno i magistrati romani guidati da Paolo Ielo ad accertare la sua posizioni. Le indagini erano partite dalla cessione dell'uso dell'auto con autista di Zanon alla moglie Marilisa D'Amico, che la usava per lo shopping e le vacanze. 

La Consulta che denuncia e poi perdona

Era stata la stessa Corte costituzionale a segnalare l'uso irregolare e sospetto dell'auto di servizio di Nicolò Zanon. La moglie chiamava l'autista direttamente via sms. La signora D'Amico-Zanon è docente di diritto costituzionale, già consigliere comunale a Milano e presidente dei comitati meneghini per il Sì al referendum indetto e perso da Renzi. Il giudice Zanon aveva ammesso l'abuso, dato che l'auto era assegnata esclusivamente a lui, e si era per questo dimesso. Ma i colleghi lo hanno subito ripreso a bordo, con una nota dove si legge: "Fermo restando il pieno rispetto e la massima fiducia per il lavoro della magistratura, la Corte Costituzionale conferma pieno rispetto e massima fiducia anche nei confronti del giudice Zanon". In attesa del lavoro della Procura di Roma, tutto va avanti come prima.