La salma di Vittorio Emanuele III torna in Italia, Elena già traslata in gran segreto: verranno tumulati nel santuario di Vicoforte

La bara verrà portata dall'Egitto con un volo militare. Ma non manca la polemica, il nipote: "Il loro posto è il Pantheon". Mattarella infastidito

Un'immagine di Vittorio Emanuele
Redazione Tiscali

La regina Elena e re Vittorio Emanuele III di Savoia saranno tumulati l'uno accanto all'altra nel Santuario di Vicoforte in Piemonte. Dopo l'arrivo, ieri - in gran segreto - della salma della regina da Montpellier, le spoglie del sovrano hanno lasciato su un volo militare nella notte Alessandria d'Egitto per essere trasportate in terra italiana.

Da un aeroporto del Paese giungeranno in Piemonte, probabilmente in uno scalo militare, per poi trovare posto in un loculo ricavato all'interno della cappella di San Bernardo, dove da ieri si trovano quelle della consorte. Le operazioni sono condotte con il massimo riserbo, probablilmente per paura delle contestazioni. Gracile nel fisico e debole nel carattere, Vittorio Emanuele non certo un re che ha lasciato un ricordo positivo. Nella sua carriera si contano almeno tre macchie indelebili: l'ingresso nella sanguinosa Prima guerra mondiale, l’aver sempre assecondato il volere del dittatore Mussolini (compresa l'alleanza con Hitler e tutte le conseguenze) e l’aver lasciato il Paese allo sbando dopo l’8 settembre. 

Non manca la polemica

Una parte dell'ex famiglia reale sembra non sia d'accordo con la tumulazione in un cimitero piemontese e, a quanto sembra, è intenzionata a dare battaglia per fare in modo che gli ex reali possano essere traslati al Pantheon a Roma. Oggi Gian Nicolino Narducci, un tempo segretario di Vittorio Emanuele IV e oggi segretario di Serge di Jugoslavia, ha incontrato il rettore della basilica, don Meo Bessone, e nel corso di un colloquio che alcune fonti hanno definito "concitato" ha fatto presente che "tutto si può ancora bloccare". Ma al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, come riferiscono diversi quotidiani, questa polemica, dopo l'apertura a Maria Gabriella, per la cui iniziativa sono tornate in Italia le salme degli ex reali, sembra aver provocato un certo fastidio.

Emanuele Filiberto: non capisco la segretezza e la vergogna

"Mio nonno - osserva Emanuele Filiberto ai microfoni di Tgcom24 riferendosi a Umberto II, ultimo re d'Italia - diceva che le salme resteranno in esilio finché non torneranno al Pantheon a Roma. Dal 2002, quando è stata abrogata la norma transitoria della Costituzione sull'esilio, non c'erano più problemi nel riportarle in Italia. Ma abbiamo sempre aspettato. Ed è da sempre che vogliamo siano collocate al Pantheon". Emanuele Filiberto si è detto "felice" per il rientro della bisnonna in Italia - ringraziando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per averlo reso possibile - ma anche "sorpreso" per la segretezza dell'operazione: "Io l'ho appreso dalla stampa e dalle agenzie. Non capisco questa specie di 'vergogna' di riportare in Italia questa amata regina. Lo trovo strano".

Del rientro delle salme del re e della regina si è iniziato a parlare nel 2011, anno a cui risale la richiesta dei famigliari di Casa Savoia. Istanza poi reiterata nel 2013 con la dichiarata disponibilità del vescovo di Mondovì, monsignor Luciano Pacomio. Il tutto cadrebbe nel settantesimo anniversario della morte di Vittorio Emanuele III (28 dicembre 1947) e, come ha voluto sottolineare Maria Gabriella, sorella di Vittorio Emanuele, "nel centenario della Grande Guerra" con l'auspicio che l'iniziativa "concorra alla composizione della memoria nazionale".

L'arrivo della Regina Elena

Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo mesi di preparativi avvolti dalla massima segretezza, si è compiuto il primo passo con l'arrivo, dal cimitero di Montpellier, della regina Elena. La collocazione è stata accompagnata "in un contesto di riserbo e sobrietà" dalla preghiera, a cura di don Bessone, prevista per il Rito delle esequie. La cappella di San Bernardo è conosciuta anche come mausoleo del duca Carlo Emanuele I, che vi è sepolto, e che sostenne l'inizio della costruzione del santuario nel Monregalese tra il 1596 e i primi anni del '600. Ora si attende, ad ore, la traslazione del re. Poi - spiegano a Vicoforte - si "predisporrà quanto opportuno per la visita di chi vorrà sostare in ricordo o in preghiera".