"Ho contratto il virus dell’Aids per colpa dell’ospedale e dopo 21 anni ancora lo Stato non mi risarcisce”

Dovrebbe ottenere un milione di euro di risarcimento danni, dopo una lunga battaglia giudiziaria

'Ho contratto il virus dell’Aids per colpa dell’ospedale e dopo 21 anni ancora lo Stato non mi risarcisce”
Redazione Tiscali

Il suo racconto è il precipitare in un abisso. Una febbre inspiegabile, il ricovero all'ospedale “Sacco” di Milano, un medico che arriva «e con un sorriso beffardo mi dice, l'abbiamo presa eh....». A. è un dirigente d'azienda. Cinque anni prima per una crisi emorragica è stato ricoverato sempre al “Sacco”, ha ricevuto 22 trasfusioni altrimenti sarebbe morto e una delle sacche arrivate dal “Policlinico” di Milano era sottoposta al test “Elisa”. Quello che si faceva, all'epoca, per scoprire se fosse positiva o meno all'Hiv. Era nel periodo “finestra” ma quel sangue serviva ed è stato trasfuso, qualche giorno dopo il centro trasfusionale del Policlinico - diretto allora da Girolamo Sirchia - ha saputo che il test era positivo ma non lo ha  comunicato.

Ha scoperto di essere malato 5 anni dopo

Fino a quando A. ha scoperto di essere malato, cinque anni dopo. A quel punto - racconta il quotidiano Il Messaggero - è iniziata una battaglia che si è conclusa nei giorni scorsi in Cassazione ma che, purtroppo, non significa ancora avere il risarcimento del danno. “Oltre un milione di euro, dagli originali 600.000 della sentenza di primo grado che il Ministero della Salute – come sempre accade in casi del genere – ha appellato (perdendo) e poi ha portato fino alla suprema Corte. Un ricorso “inammissibile” - si legge nella sentenza della III sezione civile, com'era scritto in quella di appello. Ma il Ministero, in questo come in altri migliaia di casi, prende tempo” scrive il quotidiano.

Il risarcimento

“Così dopo le innumerevoli sentenze passate in giudicato e il ritardo nei risarcimenti che ha portato alla condanna dell'Italia anche da parte della Corte Europea dei diritti dell'uomo, gli avvocati sono costretti a rivolgersi ai tribunali amministrativi per i cosiddetti giudizi di “ottemperanza”: viene nominato un commissario, il quale riconosce che esiste il debito e trova i soldi per pagare il cittadino danneggiato. Con ulteriore aggravio di spese ai danni dello Stato” prosegue il quotidiano. 

La sentenza

Ora con la sentenza di Cassazione e gli interessi maturati si arriva a 1 milione e 100.000 euro che aumenteranno con il passare del tempo «Io ne faccio ormai una questione di principio – spiega A. al Messaggero – non so se riuscirò mai a vedere il risarcimento, ma sono stato infettato per i mancati controlli e voglio che questo scandalo non passi sotto silenzio».