Uccidere un cane a bastonate non è reato. Che orrore e che vergogna questo tribunale

Incredibile ma vero, gli otto minuti di percosse non sono stati considerati come, appunto, un accanimento. Non sono state prese in considerazione le foto scattate da un anonimo

Uccidere un cane a bastonate non è reato. Che orrore e che vergogna questo tribunale

“Il fatto non sussiste”. Secondo Sara Micucci, giudice di Brescia, bastonare ripetutamente, per più minuti un cane, fino a ucciderlo, non è una violazione dell’articolo 544 bis del Codice Penale. Cestinata la richiesta del Procuratore di un anno e undici mesi di reclusione per i due pastori, padre e figlio, di una malga nel bresciano che nel luglio 2014, hanno agito secondo il Tribunale, solo per necessità, perché il cane, di nome Moro e da loro ben conosciuto, li aveva aggrediti. Incredibile ma vero, gli otto minuti di percosse non sono stati considerati come, appunto, un accanimento. Non sono state prese in considerazione le foto scattate da un anonimo (purtroppo) e involontario testimone che le inviò al Giornale di Brescia, facendo così scoppiare il caso, ma senza il coraggio purtroppo di dichiararsi.

Si leggeranno, a inizio di gennaio, le motivazioni della sentenza

Non dovrebbero affondare le loro radici nella “tenuità del fatto” introdotta dal precedente Governo. E intanto la Procura della Repubblica non potrà non chiedere il processo d’Appello (cosa che purtroppo non possono fare giuridicamente le associazioni animaliste riconosciute come parti civili). Certo è che, ne abbiamo parlato da queste pagine un paio di mesi fa, casi efferati come questo, parente di quelli che hanno portato a sollevazioni popolari come per Angelo a Sangineto in Calabria e Pilù a Pescia in Toscana, reclamano una Legge più efficace così come maggiore attenzione da parte della Magistratura giudicante.

Un altro caso "imbarazzante" in Sardegna

Per non assistere a obbrobri come la “messa alla prova” disposta qualche settimana fa a un pastore come quelli di Breno nel profondo Nord. E’ successo a Irgoli (Nuoro) a chi aveva trascinato per chilometri un cane attaccato al paraurti della sua auto con tanto di rivendicazione in tv. Anche in quel caso l’accusato aveva detto di essere stato aggredito dal cane. Non è stato creduto ma non è stato, di fatto, condannato. Zone di pastorizia, quasi “terre di nessuno” dove tutto è possibile?