Voleva vendicarsi del suo aguzzino: 19enne muore travolto da un treno dopo aver incendiato l'auto del suo pedofilo

Il ragazzo era stato vittima di abusi sessuali da parte di un 75enne finito in custodia cautelare

Nicolay Vivacqua
Nicolay Vivacqua
Redazione Tiscali

E’ morto travolto da un treno mentre fuggiva dopo avere incendiato, insieme a un amico, l'auto del suo aguzzino. E' la conclusione alla quale sono giunti gli inquirenti della squadra mobile che i hanno arrestato un pedofilo pisano di 75 anni in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. 

L’incidente

La sera del 21 dicembre, poco prima del tragico incidente Nicolay Vivacqua, studente dell’istituto tecnico Leonardo da Vinci di Pisa, e l’amico l’avevano trascorsa insieme andando a incendiare l'auto dell'orco. Non un gesto qualsiasi, ma la volontà di colpire, anche in modo iconico, lo strumento delle sue perversioni, quell'auto-alcova dove il pedofilo abusava delle sue vittime. A quanto è risultato dalle indagini il ragazzo morto sui binari per anni era stato vittima di abusi sessuali da parte del 75enne finito in custodia cautelare. 

Le vittime del pedofilo

Ma a subire gli abusi non sarebbe stato soltanto Nicolay, ma anche il suo amico che gli ha dato una mano ad incendiare l'auto. Il 19enne di Pisa subiva abusi dal 2010, dall'età di 13 anni. Al momento gli inquirenti hanno accertato 4 vittime dell’orco oltre a Nicolay e all’amico, un marocchino e un quattordicenne. I poliziotti hanno ricostruito una condotta illecita compiuta dal pisano tra il 2010 e il 2018 e oggi invitano coloro che potrebbero avere subito le sue perversione e farsi avanti e denunciarlo, superando timori, pudori e vergogne che "potrebbero averli accompagnati in questi anni". 


Adescava i ragazzi con il sogno del calcio


"Del resto - ha spiegato il capo della squadra mobile, Rita Sverdigliozzi - l'orco sceglieva con cura le proprie vittime, adescandole tra i ragazzi con vite difficili alle spalle e che illudeva con la promessa di inserirli nel mondo del calcio che conta attraverso provini con prestigiosi club di serie A". " Millanterie - ha aggiunto il procuratore, Alessandro Crini - che avevano l'unico scopo di conquistare la fiducia di questi ragazzini, per poterli soggiacere psicologicamente e abusare di loro".

La svolta nelle indagini

Le indagini, quando il 21 dicembre scorso i due diciannovenni incendiarono l'auto del pedofilo, andavano avanti già da mesi e quell'episodio tragico rappresentò un'autentica svolta investigativa. In precedenza era stato un marocchino appena maggiorenne a trovare il coraggio di denunciare il pisano dopo averlo visto passare in auto con un altro ragazzino a bordo. "A quel punto non ce l'ha fatta più a tenersi tutto dentro - ha concluso Sverdigliozzi - e il giovane del Marocco ha fatto denuncia per evitare che altri ragazzini potessero subire gli abusi che aveva subito lui. Proprio durante i nostri accertamenti si è consumata la vendetta dell'auto e gli elementi sono divenuti ancora più chiari". Il sospetto degli investigatori è però che le vittime del pedofilo siano molte di più delle quattro identificate, da qui l'appello a farsi avanti e denunciare.