"Vaccinara e guanciale per debellare i topi di Roma": l'appalto milionario del rat-buster chiamato dalla sindaca Raggi

La società ha già operato a New York e Londra e dovrebbe iniziare l'intervento prima di Natale. "La base delle esche sarà romana doc, con variazioni più italiane”, rivela il titolare. Ecco le sue tecniche segrete

Topi al centro di Roma
Topi al centro di Roma
di I. Dessì   -   Facebook: I. D.

Il Pifferaio magico, quello che usa la sua arte per debellare i topi, esiste davvero. Si chiama Massimo Donadon, detto ovviamente “El sorzon”. La sua società ha iniziato l’attività a Carbonera, in provincia di Treviso, nel lontano 1970 ed oggi la Mayer Braun Deutschland (così si chiama) è tra le principali ditte al mondo per esperienza nel settore e per la produzione di prodotti ratticidi, topicidi e insetticidi.

Il signor Donadon sembrava evidentemente l’uomo giusto per assolvere a un compito di primo piano: liberare Roma, la Capitale d’Italia, dai ratti. Con i suoi 17.500 punti vendita sparsi per il pianeta e un fatturato di 20 milioni all’anno, la società dell’imprenditore veneto è stata contattata da Virginia Raggi, sindaca a 5 Stelle del Campidoglio, per scatenare l'inferno contro l’antica piaga della città Caput Mundi. Lo rivela lo stesso interessato in una intervista a La Tribuna di Treviso dove spiega - tra l'altro - alcuni particolari della tecnica che intende utilizzare: tener conto, in primo luogo, dei gusti culinari dei sorci capitolini nella scelta delle esche.

L'imprenditore rat-buster Massimo Donadon

(L'imprenditore rat-buster Massimo Donadon)

Un vero rat-buster

Il rat-buster  del resto è un vero esperto del settore e il suo intervento è stato richiesto in passato da importanti amministrazioni comunali tra le quali New York e Londra. “Mettiamo sul piatto la nostra esperienza – afferma nell’intervista al giornale veneto – e forse la stessa prossima settimana cominceremo ad operare in alcune zone pilota di Roma, quelle più infestate dai topi”.

(Topi a spasso per la Capitale)

Dopo un incontro con la prima cittadina, Donadon è pronto a scendere sul sentiero di guerra e i pericolosi roditori potrebbero avere i giorni contati. Per ora la sua azione si focalizzerà sulla Capitale ma potrebbe anche estendersi alla Città metropolitana. Si parla – sempre stando alla Tribuna – di un appalto di alcuni milioni di euro, ma “dipenderà da quanto sarà esteso il territorio interessato. In ogni caso – continua Donadon – stiamo parlando di oltre 20mila rat-box da collocare nella città”. E quello che viene considerato un passo importante di una sindaca che “tiene molto alla lotta contro il degrado della sua città” dovrebbe essere mosso prima di Natale.

Esche a base di vaccinara

Quanto alle esche saranno a base di “vaccinara, guanciale e molto grasso di maiale. Consisteranno di 2 o 3 tipi diversi, avranno un sapore fortissimo e risulteranno molto appetibili – rivela nell’intervista – perché ormai i topi hanno gusti sofisticati”. Bisogna pensare infatti che una buona parte del nostro cibo, di quello delle famiglie e di quello dei ristoranti, finisce nei rifiuti e loro (i sorci) si sono abituati. Per questo “la base delle esche sarà romana doc, con variazioni più italiane”. Insomma per debellare i temibili topi non “possiamo più pensare di utilizzare esche sintetiche”, perché sono diventati intelligenti e con loro certe trappole non funzionano di certo. Meglio “avanzi di carne, pesce e formaggio”, se non addirittura "salmone e magari caviale", scherza Donadon. Ma quelle più sicure saranno a base di "piatti locali".

Non mancherà tuttavia l'utilizzo delle nuove tecnologie. Oggi si usano - per esempio - anche i microchip da piazzare “in ogni rat-box, per vedere cosa fanno i topi, se ci sono danni e massimizzare l’efficienza di un sistema già efficiente”. Sono in tanti ad augurarsi che tutto funzioni e i soldi siano spesi bene: in primo luogo i cittadini di Roma.