La statua di Epaminonda nudo coperta con un telo: “Offende l’Islam”

A Savona l’ennesimo caso di “mancata integrazione” durante un convegno sul dialogo interreligioso. Salvini: “Solo a me questa sembra una follia?”

Il telo rosso su 'La morte di Epaminonda', realizzata nel 1880 da Giuseppe Dini (Ansa)
Il telo rosso su "La morte di Epaminonda", realizzata nel 1880 da Giuseppe Dini (Ansa)
TiscaliNews

Tuoni e fulmini sulla copertura delle pudenda di Epaminonda, beotarca tebano la cui statua campeggiava poco lontano dalla sala del teatro scelta per la cerimonia del tè a Cairo Montenotte (Savona) in occasione di un convegno sul dialogo interreligioso organizzato dalla confederazione islamica italiana con la federazione islamica ligure. I musulmani hanno coperto la statua (tra l'altro, il corpo non era nudo ma aveva l'inguine già coperto dal drappeggio del tribone) e fatto rimuovere un quadro un po' naif che rappresentava una Poppea con le nude terga: una decisione che avrebbe incontrato il favore di papa Clemente XIII che scelse di far coprire le nudità delle statue greche e romane in Vaticano e, prima di lui, di papa Paolo IV che obbligò Daniele da Volterra a metter le mutande ai nudi michelangioleschi della Cappella Sistina. Cosa questa che trasferì l'appellativo Braghettone dal pittore al successivo papa. Tant'è, la statua di Epaminonda, che fa parte della personale “Sfumature di classico” del pittore e scultore Mario Capelli Steccolini, è finita con un drappo rosso addosso. E, come dopo la visita ufficiale di Hassan Rouhani nel 2016 nei musei capitolini a Roma che previde la copertura delle marmoree vergogne, si sono aperte le cateratte della polemica.

Lo sdegno di Salvini e Calderoli

"Solo a me questa sembra una follia?" twitta il leader della Lega Nord Matteo Salvini. Per Ylenia Lucaselli (FdI) "il sospetto è che sia emerso ancora una volta l'effetto collaterale del multiculturalismo fallimentare. Ciò deve chiamare tutti noi ad una presa di coscienza sulla necessità di tutelare le nostre espressioni artistiche, la nostra storia e la memoria da qualsiasi tentativo oscurantista" mentre la Lega Nord ligure parla di 'Ligurabia'. "Integrazione, da parte di chi arriva in Italia e vuole vivere qui, significa accettare le nostre regole, il nostro modo di vivere, non imporre cambiamenti o censure - commenta Roberto Calderoli, esponente della Lega e vicepresidente del Senato -. La vicenda della statua coperta rappresenta l'ennesima e preoccupante dimostrazione che in Italia ormai ci stiamo sottomettendo alle imposizioni dell'integralismo islamico, ci stiamo genuflettendo. Ma perché?".

Tuona anche il Codacons: “Un danno per il Paese”

"Un danno all'immagine dell'Italia agli occhi del mondo - scrive in una nota il Codacons - e una insulsa mortificazione del patrimonio culturale del nostro paese. Ancora una volta le opere d'arte italiane vengono censurate in nome di esigenze cerimoniali assurde e incomprensibili, arrecando un danno all'intero paese - spiega il presidente Carlo Rienzi -. Per la seconda volta, dopo la visita ufficiale di Hassan Rouhani nel 2016 nei musei capitolini a Roma, l'Italia regala una brutta immagine di sé mortificando il proprio patrimonio culturale ed artistico. E' evidente che chi ha preso la decisione di coprire la statua di Epaminonda o l'ha autorizzata ha sbagliato e deve rispondere del proprio errore e dei danni causati al paese".

Censura del patrimonio artistico è inaccettabile

"L'Italia è una delle culle della civiltà europea, dobbiamo andare orgogliosi del nostro patrimonio artistico: censurarlo è inaccettabile e mai giustificabile - sottolinea da Strasburgo Lara Comi, eurodeputata di Forza Italia e vicepresidente del Gruppo Ppe al Parlamento Europeo -. L'integrazione è possibile solo se si parte dal rispetto dei valori che sono alla base della nostra cultura. L'episodio di Cairo Montenotte non va in questa direzione ed è pertanto da stigmatizzare - sottolinea Comi -. Sono casi che non devono ripetersi più. Esprimo tutta la mia vicinanza agli amici della Val Bormida, che tutelano giorno per giorno un territorio splendido e ricco di valori e non meritano di arrivare alla ribalta delle cronache per episodi del genere".

Mario Capelli più comprensivo: “Solo esigenze cerimoniali”

"Hanno coperto Epamindonda", ha scritto sui social Mario Capelli che ha restaurato l'opera. "Sia chiaro: Epamindonda è stato coperto dai musulmani per esigenze cerimoniali", ha spiegato riferendo di avere anche provveduto personalmente a spostare un quadro che raffigura (probabilmente) Poppea al bagno "su richiesta" degli organizzatori musulmani. "Nessuna censura - ha replicato Chams Eddine Lahcen, presidente della comunità musulmana valbormidese e della federazione islamica della Liguria -. Ho coperto io la statua ma soltanto per esigenze cerimoniali e per poche ore. Stonava con l'ambientazione marocchina. Il nostro Islam è moderato, questa polemica ci ferisce. Abbiamo organizzato un dialogo interreligioso per avvicinare tutti. Non ci permettiamo di coprire statue per motivi culturali".