[Il ritratto] Il clan Spada regna su Ostia con il metodo mafioso. Legami e amicizie del parente del boss che ha massacrato il giornalista Rai

Il nome degli Spada è prestigioso nel mondo della boxe. Un cugino di Roberto, Domenico, detto “Vulcano”, è arrivato alla sfida per il titolo mondiale dei pesi medi. Il supporter di CasaPound è uno dei “volti puliti” di un clan familiare che, al momento, è l'unico che ha Roma è stato classificato “mafioso” dalla magistratura. Il famigerato clan Fasciani, considerato il più potente del litorale, dopo la condanna in primo grado per associazione mafiosa, ha visto cadere l'accusa in appello

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di Ugo Maria Tassinari

E' stato operato stamattina di urgenza, per frattura del setto nasale, Daniele Piervincenzi, l'inviato di Nemo, colpito al volto con una testata da Roberto Spada, titolare di una palestra e fratello del boss Carmine. Il giornalista di Rai2 lo ha ripetutamente pressato, fino a fargli saltare i nervi, chiedendogli conto del suo sostegno a Luca Marsella, candidato presidente di CasaPound alle elezioni municipali di Ostia. Un'amicizia personale di vecchia data e mai rinnegata quella tra l'esponente della famiglia sinti, accusata di controllare il litorale romano, e il dirigente del movimento neofascista. 
Il nome degli Spada è prestigioso nel mondo della boxe. Un cugino di Roberto, Domenico, detto “Vulcano”, è arrivato alla sfida per il titolo mondiale dei pesi medi. Il supporter di CasaPound è uno dei “volti puliti” di un clan familiare che, al momento, è l'unico che ha Roma è stato classificato “mafioso” dalla magistratura. Il famigerato clan Fasciani, considerato il più potente del litorale, dopo la condanna in primo grado per associazione mafiosa, ha visto cadere l'accusa in appello.

I Casamonica

Gli stessi Casamonica, la grande famiglia di Sinti abruzzesi radicata a Roma est e che ha costruito un impero miliardario partendo dal recupero crediti, non è mai stata indagata per mafia. Eppure in tutte le “cartografie del crimine” della Capitale i quattro re di Roma sono considerati appunto Casamonica, Fasciani, Carminati e Senese. Infatti solo negli ultimi cinque anni ci sono stati più di cento provvedimenti di custodia e sequestri di beni per quasi 5 milioni di euro che hanno colpito il “clan degli zingari”. Anche loro vantano un campione di pugilato: Romolo Casamonica, medaglia d'argento ai mondiali di boxe del 1983.Uno dei rampolli del clan, Luciano, è coinvolto nell'inchiesta Mafia Capitale per una cena al ristorante Baobab in cui viene fotografato insieme a Salvatore Buzzi e al sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ma gli “zingari” non godevano della stima di Massimo Carminati. Per il Nero “sono uno più stronzo degli altri”.

Spada e, di spalle, il giornalista di Nemo

Gli spettacolari funerali

Gli spettacolari funerali del capofamiglia Vittorio Casamonica, un anno fa, misero in grave imbarazzo Prefettura e Questura per il loro sfarzo pacchiano e furono segnati da due distinti episodi di violenze contro la stampa. Nella Capitale, una troupe Rai della trasmissione Agorà è  stata aggredita mentre riprendeva le abitazioni delle famiglie Casamonica e Spinelli al Quadrato. A Terzigno, in provincia di Napoli, Alessio Viscardi di Fanpage ha subito minacce di morte da alcuni individui per aver fatto un servizio sull'eliporto da cui è partito l'elicottero utilizzato al funerale.

Le condanne

Risalgono a un mese fa le condanne, per più di 50 anni di carcere, con la conferma dell'aggravante del 416 bis, comminate a 7 componenti del clan Spada. Ad essere condannati Massimiliano Spada (13 anni e 8 mesi di carcere), Ottavio Spada (5 anni), Davide Cirillo (6 anni e 4 mesi), Mirko Miserino (6 anni e 4 mesi), Maria Dora Spada (7 anni e 4 mesi), Massimo Massimiani (11 anni) e Manuel Granato (6 anni e mezzo). Sono accusati di minacce, violenze, sfratti forzosi da alloggi popolari e una gambizzazione per affermare la 'supremazia' del clan sul territorio di Ostia; e tutto con l'aggravante del metodo mafioso. I pm di Roma Ilaria Calò ed Eugenio Albamonte a giugno avevano chiesto quasi cento anni di reclusione. Il capoclan, Carmine Spada, era stato invece condannato in un altro processo, a dieci anni di carcere per estorsione.