[L'intervista] Lo sfogo di Crocetta: "Mi avete crocifisso, ma adesso vedrete il baratro. I miei voti finiranno al M5S"

Colloquio con il governatore uscente della Sicilia. A ruota libera su Renzi, Orlando e Musumeci

Rosario Crocetta
Rosario Crocetta
«Se si consegna la Sicilia agli impresentabili, ai collusi, ai corrotti, anche le istituzioni avranno una loro responsabilità per una omessa vigilanza. Ho chiesto al ministro degli Interni Marco Minniti di esercitare controlli. La stessa Antimafia ha raccolto le liste dei candidati ma si è chiusa in un mutismo imbarazzante».
 
Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia ancora per due settimane, spara ad alzo zero contro lo stesso candidato del centrosinistra, Fabrizio Micari, Rettore dell’Università di Palermo. E sollecita il segretario del Pd, Matteo Renzi, a cooptarlo nella segreteria nazionale del partito.
 
Presidente Crocetta, il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, candidato a governatore del Pd, di Orlando e dei centristi di Alfano, teme di non essere votato da una parte dell’elettorato della sinistra che come con il referendum del 4 dicembre intende così esprimere un voto contro Matteo Renzi. 
«In Sicilia non è candidato Renzi e i siciliani votano solo per i candidati. La scelta di Micari è stata partorita dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Il paradosso è che quando Orlando non ha mantenuto l’impegno di presentare una lista di candidati a sostegno della candidatura Micari, sono stato io a chiedere ai “megafonini”, su richiesta esplicita di Renzi, di andare in lista con il rettore dell’Università di Palermo, rinunciando così a presentare la mia lista».
 
Sembra quasi che a Micari getti la spugna. I voti in libera uscita dove andranno?
«Gli elettori del centrosinistra sono attratti da altre sirene. Alcuni sicuramente dal candidato del centrodestra Nello Musumeci. I miei elettori sono più alternativi e penso che in parte potrebbero votare per i Cinque Stelle, così come i grillini votarono in parte per me, cinque anni fa».
 
E poi c’è Claudio Fava, che potrebbe rappresentare una alternativa a Micari. E alcuni sondaggi lo danno infatti distanziato di poco dalo stesso Micari.
«Il comportamento di Fava è incomprensibile. Pensa di essere l’unico esponente della sinistra, l’unico rappresentante dell’Antimafia. È un individualista, Fava. Che mi attacca da cinque anni».
 
Presidente, a prescindere dal bilancio dei suoi cinque anni alla Regione Sicilia, c’è da parte di un’ampia fetta di opinione pubblica un pregiudizio nei suoi confronti. Perché?
«Il pregiudizio è nel dare per scontato una immagine negativa di questi cinque anni di governo della Regione. Dal primo giorno del mio governo è partita la campagna contro di me. La sinistra in Sicilia non è mai stata una forza maggioritaria di governo. Ho vinto cinque anni fa con il 25% di voti, quanti ne conservo ancora oggi. I partiti del centrosinistra avevano tentato con il modello Palermo, con le candidature di Rita Borsellino e poi di Leoluca Orlando. E sono stati sconfitti. Poi c’è stata la candidatura più politica di Annna Finocchiaro. Anche lei sconfitta. E si è vinto solo con me».
 
Chi è che le ha fatto la guerra?
«Il giorno dopo la mia vittoria è cominciata la guerra di successione. Ha vinto Crocetta, possiamo vincere anche noi, posso vincere anche io. I tanti mancati candidati hanno tramato contro per mandarmi a casa. Micari è dato al 15%. E oggi lamenta di dover pagare per colpe non sue? Perché gliela vogliono far pagare a Renzi? Fino a prova contraria l’unico che ha pagato finora sono stato io. Non hanno volute le primarie, mi hanno chiesto di non candidarmi. Poi il tormento delle liste, della esclusione della mia candidatura a Messina, dove rappresentavo un progetto alternativo a quello di Francantonio Genovese, già segretario regionale del Pd transitato in Forza Italia dopo lo scandalo e l’arresto per i corsi di formazione».
 
Crocetta contro tutti? Vincerà Musumeci?
«Non ne sono più così sicuro. La vicenda degli impresentabili, l’arresto del candidato sindaco di Priolo pesano, cominciano a pesare molto. Sempre di più il voto siciliano è compromesso, inquinato, senza progettualità o punti di riferimento. Senza controlli in questo modo lasciamo azzerare la democrazia. Hanno ragione i Cinque Stelle quando invocano l’Ocse».