Massacrata e sepolta viva incinta: permesso premio al killer. Il padre: "Chi paga è solo la vittima"

A Lucio Niero, condannato nel 2008 a 30 anni per l'omicidio di Jennifer Zacconi è stato accordato un permesso premio. Lo sfogo del padre della ragazza

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Redazione Tiscali

Massacrò a calci e pugni e seppellì (ancora viva) la fidanzata di vent'anni, incinta al nono mese perché non voleva quel bambino. Morirono lei e pure Hevan, il figlio che portava in grembo. Era il 2008, Lucio Niergo fu condannato a trent'anni di carcere per l’omicidio di Jennifer Zacconi. Ma dopo soli undici anni  di prigione il killer può godere di "permessi premio", di giorno può uscire dal carcere.  

Permessi premio

E’ quanto previsto da una legge del 1975, Che regola le norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà. Per quindici ore, dalle 8.30 alle 23.30 di domenica scorsa, l’uomo ha lasciato il carcere di Montorio, per trascorrere una giornata a casa della sorella e del cognato, alle porte di Castelfranco Veneto. A permetterglielo è stato il decreto, firmato il 12 aprile dal magistrato di sorveglianza Isabella Cesari e vistato l'indomani dal procuratore aggiunto Angela Barbaglio, che ha accolto la richiesta presentata dallo stesso Niero il primo di questo mese.

Lo sfogo del padre di Jennifer

Il padre di Jennifer, Tullio Zacconi si è così sfogato ai microfoni Chi l'ha visto, che ha affrontato il caso su RaiTre, ascoltiamo anche la voce di un padre. Tullio Zacconi non può dimenticare il referto autoptico del medico legale Antonello Cirnelli e la requisitoria del pubblico ministero Stefano Buccini: “Strappati tutti i capelli, spaccata la spina dorsale, presa a pedate, buttata in una fossa e calpestata quando ancora respirava, con in grembo un bambino che avrebbe partorito pochi giorni dopo...”. “Ringraziamo le istituzioni, il governo che abbiamo, le leggi che ci sono. Se dopo undici anni e con due omicidi sulle spalle (ma per la sentenza è stato solo uno, ndr.) mandano fuori un assassino anche soltanto per una giornata, dentro di me non posso che avere rabbia. Chi paga è la vittima e basta, il carnefice non paga niente”...