Scantinati mortali, la denuncia: "Il governo intervenga per far cessare questa follia"

Il portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, spiega che nove Regioni stabiliscono dei veri e propri condoni. "Al Sud la metà delle case è abusiva"

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Scantinati, sottopiani e seminterrati sotto accusa. Lombardia e Abruzzo sono le ultime di nove Regioni ad aver approvato nel 2017 normative che consentono la sanatoria su ex cantine, magazzini e autorimesse che diventano abitazioni a norma di legge. La tragedia di Livorno ci trascina ancora una volta davanti a una chiara evidenza: la politica delle sanatorie e dei condoni edilizi non solo mette a repentaglio il territorio ma miete vittime. "Il governo intervenga per interrompere questa spirale di follia: non si possono rendere abitabili i seminterrati e le cantine, si sottopongono a un rischio elevatissimo le persone che ci abitano, persone che il più delle volte sono inconsapevoli". Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi, lancia un appello accorato perché drammi come la morte sotto l'acqua di un'intera famiglia non accadano più.
Norme regionali (ha cominciato la Sicilia nel 2006 e concluso l'Abruzzo nel 2017) e delibere comunali che creano di fatto i presupposti per queste disgrazie. "Sono norme che ogni volta si accompagnano a grandi critiche da parte di geologi o esperti dei settori ambientali", spiega Bonelli. Una dopo l'altra nove regioni ha messo nero su bianco la possibilità di sanare gli scantinati. E l'alibi è sempre lo stesso."Ogni volta si sostiene la legge con la scusa del rilancio dell'economia e dello stop al consumo di suolo". 

E invece?
"Motivazioni assurde: non c'è nessun rilancio economico, c'è forse un tentativo di aumentare il livello economico di molti immobili che prima non erano classificati residenziali e avevano un valore basso; attraverso la modifica di legge aumentano volumetrie e valore. Ma così si mette a rischio la sicurezza delle persone".

Norme incompatibili con il buonsenso.
"Se andiamo a leggere le sindole leggi, hanno tutte praticamente la stessa impostazione. Tutte prevedono per esempio la possibilità di spostare i solai per raggiungere l'altezza minima prescritta dalla legge. Immaginiamo cosa vuol dire questo in luoghi ad alto rischio sismico come appunto l'Abruzzo e l'Italia è sismica per la buona parte. E ci sono situazioni anche più drammatioche. Il Friuli Venezia Giulia consente l'abitabilità anche per gli interrati totali. E questo avviene nonostante anche nelle zone a rischio idrogeologico, anche moderato, classificate così dal Pai, ci sono stati allagamenti". 

Rischio diffuso dunque?
"Il fatto di Livorno dovrebbe indurre i legislatori regionali e il governo a fermare queste operazioni che mettono a rischio l'incolumità dei cittadini. Ma ci vorrebbe molto poco per capirlo".

Di chi è la responsabilità?
"C'è una responsabilità delle Regioni che hanno fatto una follia con queste norme, per questo chiedo che il governo intervenga per interrompere questa spirale di follia. Ma comunque bisogna censire le persone che vivono nei seminterrati e negli scantinati perché devono essere sottoposte a particolari procedure particolari di attenzione da parte della Protezione Civile. E questo per fare in modo che non accada quello che è accaduto a Livorno dove il sindaco dice che è arrivato il codice giallo, il codice arancione... quelle persone vanno allertate ed è preferibile che l'allarme vada a vuoto piuttosto che si verifichi un disastro". 

C'è anche un problema legato alla manutenzione dei fiumi e dei canali nei centri abitati, spesso tombati e ostruiti. C'è un problema generale riguardo questo aspetto?
"Da una delle analisi che abbiamo fatto alcuni anni fa è ruisultato che in molti centri abitati, in particolare nei reticoli idrografici di entrata nelle realtà urbane, compresi quelli minori, abbiamo deviazioni di corsi, tombature o addirittura cancellazioni di reticoli idrografici a volte autorizzati dalle regioni per consentire lottizzazioni o altro".

Ci fa un esempio?
"Nel 2011 la giunta ligure di Burlando (delibera n. 3) autorizzò attraverso il regolamento sulle pertinenze dell'acqua la diminuzione della distanza per edificare lungo un corso d'acqua: tre metri per quanto riguarda i centri abitati e cinque metri per le aree agricole. Una distanza di questo genere significa che quando c'è situazione di forti piogge e ingrossamento dei torrenti significa che a quel punto si porta via tutto anche le abitazioni. Noi abbiamo una legislazione piena di deroghe di cui poi i comuni usufruiscono. E non parliamo dell'abusivismo edilizio".

Parliamone invece.
"Se noi pensiamo che nel nostro paese l'abusivismo viaggia a ritmo di 20 mila unità abitative abusive ogni anno, è chiaro che ci troviamo di fronte a un problema drammatico. Si tratta di unità abitative che nel Centro Sud persistono anche in aree di grande rischio idrogeologioco. Alcuni dati: la Campania ha il 51,6% di abitazioni abusive (dati Istat, rapporto 2016 Bes, Benessere e sviluppo sostenibile). La Calabria ha il 50,4% di abusivismo e la Sicilia il 46,8. I dati dell'Ispra relativi al consumo del suolo dicono che 4 metri quadrati al secondo se ne vanno per l'avanzare dell'asfalto e del cemento".