Ryanair rompe il tabù: sciopero il 15 dicembre. E l'astensione di piloti e controllori rischia di paralizzare di nuovo la compagnia

Ma il vettore irlandese ostenta indifferenza e auspica che, ancora una volta, lo sciopero rientri. Intanto anche l'Antitrust avvia una procedura di "non ottemperanza"

Un'immagine dell'interno dell'aereo Ryanair durante il volo
Redazione Tiscali

Ryanair rompe un tabù ed entra a buon diritto nella cerchia delle compagnie aeree che si trovano a fare i conti con il sindacato. E lo fa attraverso la più forte delle manifestazioni: lo sciopero. La compagnia irlandese low cost che in pochi anni ha conquistato scali aerei in tutta Europa, assumendo anche posizioni dominanti nel mercato, con un fatturato di milioni di euro e che si è sempre opposta all'ingresso del sindacato in azienda, oggi deve fare i conti con le rivendicazioni dei suoi dipendenti. L'amministratore delegato del vettore, Michael O'Leary, disse senza mezzi termini che doveva "ghiacciarsi l'inferno prima che il sindacato potesse entrare in azienda". E invece il prossimo 15 dicembre piloti, controllori di volo e hostess incroceranno le braccia, hanno annunciato Anpac e Fit-Cisl, sigle nazionali di categoria. Saranno solo quattro ore, ma è presumibile che i disagi saranno ben più grossi e che si riverberino su molti voli. Si è visto infatti come un semplice piano di smaltimento ferie arretrate lo scorso settembre ha paralizzato centinaia di voli.

Le ragioni dello sciopero

La decisione di indire lo sciopero, accolta con ostentata indifferenza dall'azienda, nasce dal rifiuto di un confronto con i dipendenti italiani sul rinnovo del contratto di lavoro. E questa grana per la compagnia aerea arriva quasi in contemporanea con una procedura "di non ottemperanza" avviata dall'Antitrust nei confronti della compagnia per non aver dato ai viaggiatori adeguata informazione sui loro diritti in caso din cancellazione dei voli. Il vettore irlan dese rischia una multa da cinque milioni di euro e un indubbio ritorno di immagine negativo. Per Ryanair le accuse dell'Autorità per il mercato e la concorrenza "sono false e prive di fondamento". 

L'azienda: ci aspettiamo che venga cancellato o differito

"Ci aspettiamo che anche quest'ultimo sciopero minacciato sia differito o cancellato", ha detto Robin Kiely, portavoce della compagnia. Ryanair - scrive la Bloomberg - fa anche sapere che i due sindacati rappresentano i dipendenti di Alitalia e non hanno "alcun ruolo" nella compagnia di diritto irlandese. Lo sciopero, il primo nella storia della compagnia, era stato inizialmente previsto per il 10 novembre.

Ma i guai per Ryanair non arrivano solo dall'Italia. Perché intanto i piloti in Irlanda, Spagna, Germania, Svezia, Portogallo e Irlanda hanno formato dei comitati nelle scorse settimane per spingere a favore della contrattazione collettiva nella compagnia.