Il missionario contro Regeni: "Un tormentone, del resto se l'è cercata". Ma il vescovo lo zittisce

Accade a San Bartolomeo del Mare. Il padre comboniano nell'omelia: "C'è tanta gente povera che muore pensiamo a loro"

Il missionario contro Regeni: 'Un tormentone, del resto se l'è cercata'. Ma il vescovo lo zittisce
Redazione Tiscali

E' accaduto durante una messa. Sull'altare c'era un padre comboniano, missionario in Africa. "Giulio Regeni se l’è cercata", ha tuonato durante l'omelia. L'attenzione mediatica è un errore, "sbagliano a parlare di lui, uno solo, che è andato a fare il furbo e sapeva benissimo dove si stava andando a infilare, mentre ogni giorno muoiono migliaia di poveri", ha aggiunto con rabbia. La paltea dei fedeli ascolta attonita, si leva il brusio ma il sacerdote continua: "E' diventato un tormentone di cui non se ne può più". La chiesa è quella di San Bartolomeo al Mare, località della Riviera ligure. A darne notizia è La Stampa che racconta che padre Piero Ferrari, celebrante al posto del parroco titolare, nella giornata missionaria mondiale, invece di parlare delle sue missioni si scaglia contro il giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto in circostanze ancora misteriose. Un fatto che sta creando molta indignazione a livello internazionale, con intervento di governi e diplomazie. 

Missionari con il "dente avvelenato"

Il sacerdote però non si sente di solidarizzare con la famiglia di Giulio e con quanti stanno cercando di tenere alta l'attenzione sul caso per arrivare alla verità sul suo omicidio. "Ci sono guerre dimenticate e invece si parla tanto di Regeni. Anche altri missionari come me hanno il dente avvelenato", assicura dall'altare. La Stampa lo raggiunge al telefono. "L’Egitto è sotto minaccia dell’Isis, e tu vai a fare una riunione con i sindacati che sono contro il governo. Immagina tu, cosa vuoi che facciano. Perché non è partito un inglese, o un francese, dalla sua Università, ed è andato proprio lui? Certo, gli egiziani avranno esagerato, ma ce le tiriamo addosso le bastonate in quelle situazioni", ha detto il missionario. E poi, continua il sacerdote, "l’Italia deve pensare a cosa ha fatto in Etiopia, e ai tanti anni in cui c’era il segreto di Stato. Come si fa a pretendere ora che l’Egitto dica la verità?".

Come era immaginabile, le parole di padre Ferrari non riscuotono grandi consensi. "Non si può barattare un morto con mille morti - ha detto il parroco della parrocchia don Renato Elena - E poi Regeni aveva tutto il diritto di fare le sue ricerche. Cosa dovremmo dire dei missionari uccisi? Che se la sono cercata?". Ma oggi arriva anche la censura del vescovo della diocesi Albenga-Imperia. Io l'ho detto di guardarsi dai "missionari-selvaggi, che vengono a 'saccheggiare' la Riviera durante le vacanze, con le loro raccolte fondi. Io avevo messo in guardia i sacerdoti".