Ragazza morta nel luna park, indagata la titolare dello Sling Shot. Ecco il video della giostra killer

La titolare del gioco non si capacita del fatto che entrambe le protezioni abbiamo ceduto e assicura che la giostra era stata collaudata ai primi di giugno

Redazione Tiscali

La Procura della Repubblica di Ascoli Piceno ha iscritto al registro degli indagati la titolare dello Sling Shot, la giostra del luna park di San Benedetto del Tronto dalla quale lo scorso 14 luglio è precipitata e morta Francesca Galazzo, 27 anni del posto, madre di un bambino di due anni. Un atto soprattutto a garanzia della stessa donna, Graziella Metastasio, indagata di omicidio colposo, che avrà quindi modo di essere rappresentata da un perito in occasione dell'autopsia che verrà affidata al medico legale Giuseppe Sciarra che la eseguirà nel pomeriggio di martedì. La titolare del gioco non si capacita del fatto che entrambe le protezioni abbiamo ceduto e assicura che la giostra era stata collaudata ai primi di giugno ed era tutto a posto. L'avviso è stato notificato anche ai familiari della giovane vittima che nomineranno un medico legale in loro vece

La giostra killer

Francesca Galazzo era  andata al luna park di San Benedetto del Tronto per far divertire il figlioletto di due anni e qui ha ceduto alla tentazione di provare il brivido del volo verso le stelle salendo su quella 'palla' che viene scagliata in cielo, lo Sling Shot, una via di mezzo tra una fionda e una catapulta capace di 'sparare' la cabina a 55 metri di altezza in un secondo. Un desiderio realizzato che per la 27 enne è stato fatale. Qualcosa nei sistemi di sicurezza cui era stata agganciata la giostra non ha funzionato e più o meno alla metà del minuto previsto per compiere l'evoluzione, la donna è scivolata fuori dalla capsula gravitazionale, è precipitata nel vuoto ed è morta a causa dei politraumi riportati.

Aperta inchiesta

La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un’inchiesta sulla morte della 27enne . Il sostituto Mara Flaiani indaga per omicidio colposo, per il momento a carico di ignoti, ma sono diverse le figure che hanno avuto a che fare con l'attrazione, a cominciare da chi l'ha progettata, chi l'ha costruita, chi l'ha gestita e chi ha rilasciato le autorizzazioni. La famiglia non crede all'ipotesi che Francesca, presa dal panico, si sia sganciata da sola, visto che il rollbar e la cintura di sicurezza non lo consentivano con la giostra in movimento.

La testimonianza

"Non dite che è andata nel panico perché mia figlia non era certamente il tipo", ha detto la madre Leonella fra le lacrime.  A darle ragione c'è la testimonianza dell'amica, salita con lei sullo lo Sling Shot. Alla polizia ha riferito che mentre Francesca tentava di tirare indietro una gamba scivolata all'esterno della capsula, che stava muovendosi in posizione verticale, il rollbar appoggiato al petto si sarebbe aperto.  La 27enne ha cercato di rimanervi agganciata, ma ha perso la presa quando la capsula ha ruotato su se stessa di 360 gradi. A quel punto nemmeno la cintura di sicurezza è riuscita ad evitare che scivolasse fuori precipitando nel vuoto. La magistratura disporrà una consulenza tecnica sul macchinario, subito sequestrato.

Il precedente

Una giostra 'estrema' che aveva fatto già un'altra vittima il 26 aprile 2010: Laura Cristofoletto, 46 anni, originaria di Trento ma residente a Treviso, era morta d'infarto durante il lancio della capsula nel parco tematico dell'Italia in miniatura di Rimini.