Il presidente degli infermieri precari guadagna 200mila euro l'anno: è polemica

Secondo quanto scrive il Fatto "il 16 novembre scorso è stato convocato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sugli Enti previdenziali per rendere conto di alcune sue decisioni considerate inopportune per l’erario"

Mario Schiavon Presidente ENPAPI
Mario Schiavon Presidente ENPAPI
TiscaliNews

Secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano, il presidente dell’Enpapi (l’Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica) Mario Schiavon, è al centro di alcune critiche. “Il 16 novembre scorso – riporta il quotidiano – venne convocato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sugli Enti previdenziali per rendere conto di alcune sue decisioni considerate inopportune per l’erario”.

Per altro, Luigi Giampaolino, presidente emerito della Corte dei Conti, dimessosi di recente dal ruolo di Organo di garanzia del Codice etico dell’Ente che gestisce i contributi di 70mila infermieri  con contratti co.co.co. o a partita Iva, avrebbe scritto nella lettera di dimissioni – si legge sempre sul Fatto – che “gli accadimenti di cui agli ultimi mesi dell’anno decorso … se verificati richiederanno, a mio avviso, l’adozione di misure e rimedi con riguardo ai quali la presenza dello scrivente …non sarebbe opportuna né consona”.

L'audizione in Commissione

Lello Di Gioia – senatore Pd e presidente della commissione parlamentare di vigilanza – durante l'audizione avrebbe “contestato a Schiavon l’attribuzione di gettoni  di presenza da 400 euro cadauno non solo per le partecipazioni alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, ma anche per le sue presenze all’interno degli uffici dell’Enpapi”.

Secondo quanto scrive il giornale di Travaglio “nel 2016 Schiavon, come si apprende nel 2017”, sarebbe “stato presente all'Enpapi per oltre 200 giorni, incamerando così circa 80mila euro di gettoni”. Cosa che si andrebbe ad aggiungere al “suo stipendio di 110mila euro annui lordi”.

Infermieri

La commissione gli avrebbe contestato inoltre l’opportunità di aver ingaggiato una società di lobby anziché una società di consulenza e avrebbe sollevato il problema di un alloggio a Roma. Secondo la commissione inoltre “Schiavon – riporta il Fatto - avrebbe pagato meno tasse perché finora gli è stata corrisposta per la sua carica una retribuzione in regime di co.co.co., nonostante sia titolare di regolare partita Iva con cui fattura gli altri incarichi professionali. Che lui in commissione ha confermato di aver svolto”.

Atti dell'audizione inviati alla Corte dei Conti

“Gli atti dell’audizione della commissione – scrive ancora il Fatto - sono stati inviati alla Corte dei Conti che dovrà verificare se è in corso un danno erariale da parte di Schiavon, non essendo l’emendamento introdotto retroattivo”. L’emendamento dovrebbe essere quello che “introduce la contribuzione anche per i pensionati” e che “non sanerebbe la posizione di Schiavon”. Da precisare – la nota è sempre del Fatto - che “la legge Madia del 2015 escluderebbe la remunerazione a Schiavon perché è al quarto mandato. Un emendamento approvato alla fine del 2017 ha introdotto però una deroga per gli amministratori di enti previdenziali eletti dagli iscritti, come Schiavon. Si discute della retroattività dell’emendamento”.

La difesa di Schiavon

Bisognerà vedere alla fine chi ha ragione. L’interessato - sempre sul Fatto Quotidiano - si difende. “Restituirò il denaro se e quando mi verrà richiesto e dopo che i miei legali avranno fatto gli accertamenti dovuti – afferma Schiavon – Le leggi infatti sono interpretabili e, a mio avviso, la Cassa ha agito correttamente nel remunerarmi essendo la natura dell’Enpapi quella di un ente associativo”.

Per quanto riguarda i gettoni di presenza “sostiene invece che è stata una decisione del Consiglio di indirizzo generale dell’Ente”. A proposito dell’appartamento affittato dall’Enpapi come foresteria dice che “è stata fatta una valutazione economica e si è deciso che costasse meno affittare un appartamento piuttosto che pagare una camera d’albergo ogni qual volta mi trovo a Roma per lavoro”.