Ecco le analisi sul lago color petrolio in Basilicata:"Il Pertusillo è inquinato"

Gli indicatori del consumo di ossigeno che misurano l'inquinamento da materiale organico biodegradabile (Bod) sono fuori norma, ma l'Agenzia per l'ambiente smentisce e rassicura: nessun impatto sulla potabilità

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di Paola Pintus

"Il campione risulta non conforme" alla tabella del decreto legislativo 152/2006 (Testo Unico sull'Ambiente) che disciplina le "Caratteristiche di qualità per acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile". In altre parole: l'acqua non si può bere. E' il risultato delle analisi condotte, da un laboratorio di analisi privato, sui campioni prelevati il 26 febbraio dalle acque del lago artificiale del Pertusillo in Basilicata.

I prelievi sono stati eseguiti, per iniziativa degli attivisti di "Liberiamo la Basilicata" quasi tre settimane dopo il primo manifestarsi dello strano fenomeno che aveva visto la comparsa di chiazze scure sulla superficie del lago e che aveva riacceso i timori sulla presenza di idrocarburi nell'invaso artificiale della Val d'Agri, non lontano dagli impianti Eni di Cova di Viggiano e dalle adiacenti zone di trivellazione petrolifera.

La vicenda era finita anche nelle aule del Parlamento, con due distinte interrogazioni da parte di Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle. Ma la Regione e l' Agenzia per l'ambiente della Basilicata si erano affrettate a smentire: "Si tratta di alghe affioranti, emerse in superficie a causa del freddo", aveva spiegato il responsabile dell'Arpab Edmondo Iannicelli. "Dagli accertamenti richiesti da forze dell’ordine e sindaci – aveva aggiunto- possiamo dire che non c’è traccia di idrocarburi né nel laghetto Ciambrina, né nella diga”.

Una delle pagine con i dati rilevati dal laboratorio privato

Gli ambientalisti: quelle acque non sono potabili

Ora però gli ambientalisti tornano all'attacco alla luce dei nuovi esami sulle acque del lago. "Ci siamo rivolti ad un laboratorio certificato Accredia (l'Ente italiano di Accreditamento)" spiega Giuseppe di Bello, Presidente di "Liberiamo la Basilicata". "I risultati hanno rilevato la non conformità dei parametri relativi alla richiesta biochimica d'ossigeno (BOD), che misura la carenza di ossigeno nell'acqua correlata alla presenza di materia organica biodegradabile, in un campione d'acqua. Per la precisione, il BOD considera la quantità di ossigeno utilizzata da microorganismi aerobi per decomporre le sostanze organiche presenti in un litro d'acqua, ed è quindi una misura indiretta che stima il carico inquinante delle acque reflue".
"Un fiume incontaminato ha solitamente valori di BOD minori di 1 mg/l. Un fiume moderatamente inquinato avrà valori di BOD fra i 2 e gli 8 mg/l. L'acqua di scarico trattata efficacemente da un impianto di depurazione acque reflue avrà valori di BOD di circa 20 mg/l. Noi abbiamo registrato con campionamento 28,6 mg/l, quindi ben al di sopra delle tabelle di riferimento", spiega Lo Bello. "Bisogna considerare che i nostri campionamenti sono intervenuti in un momento successivo al picco del fenomeno delle cosiddette alghe affioranti. E' ipotizzabile quindi che ci sia stata una sorta di decantazione naturale, in cui metalli pesanti possono essere scesi sul fondo. Significativo comunque che fra le sostanze rilevate siano presenti -pur entro i limiti di soglia- sostanze quali l'azoto nitrico, l’alluminio, il bario, il boro, il ferro, lo zinco, ed alcuni cancerogeni come il crorometano, il benzene il dicloropropene".

Una delle pagine con i dati rilevati dal laboratorio privato

Arpab e Acquedotto pugliese: acque potabili, basta con gli allarmismi

Le analisi sulle acque dell’invaso del Pertusillo escludono categoricamente la presenza di sostanze inquinanti o comunque pericolose per la salute, anche a valle dei trattamenti di potabilizzazione effettuate dai gestori idrici. L’Agenzia per l'ambiente della Basilicata insieme ai responsabili dell'Acquedotto pugliese smentiscono e rassicurano ancora una volta sulla potabilità delle acque che servono 4 milioni di cittadini a cavallo fra Basilicata e Puglia. L'Arpab ha rilevato soltanto un livello anomalo di Bod (in misura inferiore dai valori rilevati dagli ambientalisti) spiegando che non ha impatti sulla salute umana. "Tutti i parametri - hanno garantito i tecnici di Aqp - sono regolari e ampiamente al di sotto dei limiti di legge previsti dal decreto 31/2001", hanno ribadito anche i tecnici dell'Acquedotto pugliese, presenti a Bari al tavolo coordinato dalla Regione Puglia, principale «cliente» del Pertusillo, insieme alle Asl di Bari e Taranto con i rispettivi Servizi di alimentazione umana, l’Agenzia per l’ambiente pugliese e quella lucana e i due acquedotti, Aqp e Aql.
Il monitoraggio del corpo idrico, hanno spiegato gli esperti, avviene due volte a settimana sia a monte che a valle del processo di potabilizzazione che prelude all’immissione nella rete pubblica. Sul punto l’Arpa Puglia ha espresso dubbi e, con il dirigente ambientale Nicola Ungaro, ha chiesto di ripetere le analisi effettuando il prelievo con modalità diversa: Aqp ha ad esempio fatto notare che l’acqua viene pescata a una profondità di circa 15 metri, dunque a notevole distanza dal fenomeno osservato in superficie. «Le nostre ultime analisi - ha ribadito Francesca Portincasa, dirigente reti di Aqp - risalgono al 9 marzo, sono assolutamente regolari e sono pubblicate sul nostro sito e su quello del ministero della Salute».

La spiegazione dello strano fenomeno delle macchie scure nel lago Pertusillo sarebbe ancora una volta racchiusa nella proliferazione delle alghe, la cui presenza ora dovrà essere indagata per stabiline esattamente le cause. Le verifiche, dunque, andranno avanti.