Stop a cyberbullismo e video hard privati messi in Rete: in arrivo la "patente" per l'uso degli smartphone

L'uso irresponsabile dei dispositivi mobili comincia in età sempre più tenera. Per contrastarlo, ecco come funziona l'iniziativa di un gruppo di educatori

Stop a cyberbullismo e video hard privati messi in Rete: in arrivo la 'patente' per l'uso degli smartphone
di Cr.S.   -   Facebook: su Fb   Twitter: @Crikkosan

Troppi dispositivi elettronici, e troppo spesso in mano a bambini e giovanissimi. Niente di male che ci si accosti alla tecnologia mobile, ma gli episodi di bullismo, la violenza perpetrata via reti sociali, chat e smartphone è un fenomeno che va aggravandosi. Da qui l'idea di una "patente" da conseguire prima di usare lo smartphone, e da lì entrare nel mondo social. L'iniziativa è del Osservatorio Permanente Adolescenti Studenti (O.P.Ado.S, sigla che richiama il termine greco che significa "che accompagna") lancia l'idea della driving license per l'uso dello smartphone. Riprendendo l'attività formativa già in atto che riguarda i social network. Come funziona la patente per poter usare quel mix di telefono cellulare e computer portatile di piccole dimensioni che è lo smartphone?

Ciclo di lezioni ed esami

Il primo ciclo prevede quattro incontri e un esame finale da superare. Il progetto è partito da un gruppo di docenti delle scuole del Veronese ed ha avuto il patrocinio e un contributo dall'assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Verona. Entro giugno saranno coinvolti oltre sette istituti e un centinaio di ragazzi. Due i livelli previsti: uno base per gli studenti delle medie e uno avanzato per quelli delle superiori. Ogni sessione può coinvolgere al massimo 25 ragazzi con laboratori e moduli distribuiti in momenti formativi, affiancati da psicologi, avvocati, pedagogisti e tecnici informatici. Un paio di ore, infine, sono dedicate all'incontro con i genitori. A verifica effettuata, ecco la "patente" per un uso consapevole e responsabile di una tecnologia così potente e "invasiva" come quella a cui si accede attraverso lo smartphone.

Non è un episodio isolato

Qualcosa si muove a livello scolastico, quello sempre invocato e accusato di essere poco sensibile e ritardatario, nell'accompagnare i ragazzi verso la giusta responsabilità nell'uso di tablet, smartphone, chat, video e social network. Da Verona si estende a Treviso, in cui gruppi di genitori hanno pubblicato una lettera aperta contro l'uso precoce dei dispositivi ad alta tecnologia: "Se cominciassimo cercando di evitare che ai bambini delle scuole elementari, in occasione di compleanni, promozioni di fine anno o della Prima Comunione fosse già regalato il loro primo smartphone?". E ora uspicano un "ritorno del buon senso, meglio se con un accordo ampio fra tutti i soggetti educatori, genitori in primis, ma anche insegnanti, catechisti e istituzioni. Stabiliamo noi tutti assieme il momento in cui fornire il telefono ai figli e confrontiamoci per riflettere magari dandoci un decalogo comune" sull'uso dello smartphone. La tecnica formativa è la stessa del protocollo che l'Osservatorio Permanente Adolescenti Studenti ha elaborato per evitare abusi e cyberbullismo via social network. Con una serie di incontri da svolgersi in dieci ore.