"Caro Federico, la Spal ha vinto". Lino Aldovrandi scrive una lettera al figlio che non c'è più

Il papà del ragazzo ucciso a Ferrara diciassette anni fa durante un controllo di polizia scrive un post commovente nel giorno della storica promozione in serie A

'Caro Federico, la Spal ha vinto'. Lino Aldovrandi scrive una lettera al figlio che non c'è più
Redazione Tiscali

"Cos’ha fatto oggi la Spal papà?". Inizia così la lettera che il papà di Federico Aldovrandi, Lino, dedica al ragazzo ucciso durante un controllo di polizia la notte del 25 settembre 2005, in occasione della promozione della sua squadra del cuore in serie A. Lino ricorda quando suo figlio gli chiedeva, ogni domenica, che risultato avesse ottenuto la squadra, mischiando i ricordi più intimi al racconto della comune fede calcistica. Una lettera commovente, affidata alla condivisione sul social network Facebook, che si conclude con un congedo e una buonanotte al figlio "piccolo per sempre".  Ecco i passaggi più significativi: 

"Cosa ha fatto la Spal, papà? Era una domanda che Federico usava spesso farmi, ogni domenica sera, prima di quel maledetto 25 settembre 2005. Era una domanda che guarda caso mi poneva solo quando la Spal vinceva, perché conosceva la mia forte passione per quei colori bianco e azzurro, compagni a me inseparabili dall’età di 6 anni. Sorrido ora a ripensarlo, e soprattutto a quella domanda che oggi Federico mi rifarebbe più che mai, per farmi felice. Guardo questa immagine con quei colori ad avvolgergli il cuore, ascoltando una famosa e bella canzone che parla di un cielo pieno di stelle… e mi viene forte la voglia di abbracciare i ragazzi della Curva Ovest con Pietro in testa, da sempre cuore e anima di quei colori, e non solo.

Di questa città, la città di Federico, che non potrò mai smettere di amare, senza dimenticare minimamente tanti "altri" colori, che da quell’assurda maledetta domenica mattina di 12 anni fa hanno impreziosito quel percorso comune, verso una piccola giustizia, per rispetto di quella parola troppe volte lesa e calpestata in questa nostra Italia, che risponde al nome di "vita". Penso a tante cose mio "piccolo per sempre",  a quello che non è stato e a quello che avremmo potuto fare insieme... pur nei dolori e nelle "gioie". Ma bisogna andare avanti, e stasera più che mai anche con un sorriso, per l’avverarsi di un sogno di una favola sportiva, la promozione in serie A della mia (nostra) Spal, ringraziando chi l’ha realizzato. Questa notte guarderò con calma, come ogni notte, il cielo pieno di stelle, nell’attesa però di ascoltare magari ancora quelle parole, da quella voce. Quella voce forse arriverà, anche se maledettamente sarà portata solo dal vento".