Orso muore durante cattura nel Parco d'Abruzzo

Orso muore durante cattura nel Parco d'Abruzzo
di Redazione Tiscali

Questa notte durante un’operazione di cattura da parte dell’Ente Parco si è verificato il decesso di un orso bruno marsicano. La cattura rientra nell’ambito delle attività programmate e regolarmente autorizzate dal ministero dell’Ambiente previo parere dell’Ispra per il controllo degli orsi confidenti/problematici.

Lo annuncia una nota del Pnalm. Seguendo il "Protocollo di cattura meccanica e anestesiologica di orsi bruni marsicani in natura e in cattività" ampiamente collaudato con un’intensa attività di cattura a partire dagli anni ’90- spiega il Pnalm- la squadra ha effettuato tutte le procedure necessarie ad anestetizzare l’animale e a metterlo in sicurezza. Già nella prima fase dell’operazione l’animale ha manifestato problemi respiratori che, nonostante le tempestive manovre di rianimazione attuabili in campo, hanno portato al decesso dell’animale nel giro di poco tempo. Si tratta di un giovane maschio che in precedenza non era mai stato marcato né radiocollarato.

Gli animalisti chiedono chiarezza. Ci auguriamo che i carabinieri forestali e la magistratura facciano presto chiarezza sul caso dell'orso morto la notte scorsa durante un tentativo di cattura nel Parco d'Abruzzo, tra Lecce dei Marsi e Villavallelonga (L'Aquila)". Lo scrivono in una nota i responsabili provinciali del Movimento animalista in Abruzzo, Guido Mammarella (Pescara), Luigi Provvisiero (Teramo), Paola Stollavagli (Chieti) e Michele Taddei (L'Aquila).

"Ci sono inquietanti somiglianze con l'uccisione dell'orsa Daniza, in Trentino, nel settembre 2014. Anche in questo caso la morte dell'animale, uno degli esemplari cosiddetti confidenti, potrebbe essere stata causata da una dose eccessiva di anestetico. Resta il fatto - prosegue la nota - che abbiamo perso un altro orso marsicano, una sottospecie ridotta al limite dell'estinzione (si stima ce ne siano appena una cinquantina) dal bracconaggio e dall'antropizzazione del territorio. Non possono esserci esitazioni nel difendere questo inestimabile patrimonio di tutti né perdonismi quando si tratta di individuare precise responsabilità".