Rogo Thyssen, il ministro Orlando alla Germania: "Dare esecuzione alla sentenza contro i manager ritenuti responsabili"

La madre di una delle sette vittime: “Devono pagare”

I sette operai morti in seguito alle ferite riportate nell'incendio (Da sininistra, in alto e in senso orario) Rocco Marzo, Angelo Laurino,Antonio Schiavone, Rosario Rodino', Bruno Santino e Roberto Scola. A destra (foto grande) Giuseppe Demasi
I sette operai morti in seguito alle ferite riportate nell'incendio (Da sininistra, in alto e in senso orario) Rocco Marzo, Angelo Laurino,Antonio Schiavone, Rosario Rodino', Bruno Santino e Roberto Scola. A destra (foto grande) Giuseppe Demasi
Redazione Tiscali

Rendere esecutiva la sentenza Thyssen: questa la richiesta del ministro della Giustizia Andrea Orlando, a dieci anni dal rogo divampato nelle acciaierie torinesi e costato la vita a sette operai. Orlando, a margine del convegno Gai in Lussemburgo, si è rivolto direttamente al suo omologo tedesco Heiko Mass. E gli ha consegnato una lettera che ripercorre i principali passaggi della vicenda. Orlando ha lanciato un appello: che le condanne per i dirigenti della Thyssen Krupp, ritenuti responsabili dell'incidente del dicembre 2017 nello stabilimento di corso Regina Margherita, vengano rispettate.

Quattro responsabili italiani sono già in carcere

Il processo in Italia si è già concluso e alcuni degli amministratori della società sono stati ritenuti colpevoli. I quattro italiani stanno scontando la pena in carcere, mentre per i due tedeschi la procedura è differente. Harald Espenhahn, condannato a nove anni di reclusione, e Gerald Priegnitz, condannato a sei anni, sono tornati in Germania. In base ai trattati internazionali, gli imputati hanno il diritto di scontare la pena nel proprio Paese. E' necessario, però, che l'autorità giudiziaria locale apra un apposito procedimento per recepire la sentenza italiana. Cosa che per i due dirigenti, a quanto pare, non è ancora avvenuta.

Ma in Germania rischiano al massimo 5 anni di carcere

"Non sono certo scappati - spiega il legale italiano dell'Ad Ezio Audisio -, stanno attendendo che i compia l'iter dell'applicazione della pena, anche se in Germania, in base ai trattati internazionali, i due cittadini tedeschi potranno usufruire di una riduzione della pena. "Nella prima sentenza l'amministratore delegato era stato condannato a 16 anni, ora in Germania finirà per scontarne al massimo cinque", protesta Rosina Prati, mamma di Giuseppe Demasi, 26enne deceduto dopo un mese di agonia.

La madre di una delle sette vittime: “Devono pagare”

Questa è la vicenda giudiziaria. Poi c'è quella umana. Quella che per Graziella Rodinò, mamma di Rosario, uno delle vittime di quel rogo, è "una ferita che non si rimargina". Lei, ogni giorno, porta i fiori al cimitero. "Ogni giorno vado a salutare mio figlio: aveva solo 26 anni quando è morto. Ogni giorno spero che venga fatta giustizia e che i responsabili finiscano in carcere". Dell'appello del ministro Orlando si dice soddisfatta. "Ha accolto la nostra richiesta - spiega - Ora, però, bisogna aspettare la risposta dei tedeschi. Queste persone devono pagare".

E giustizia la vuole anche Antonio Boccuzzi, parlamentare del Partito Democratico, unico superstite di quella tragica notte. "Eseguire la sentenza anche in Germania è un atto dovuto", commenta con forza. "È una vergogna che i due manager tedeschi siano ancora in libertà. È una vergogna e un'ingiustizia anche nei confronti dello stato italiano. La condanna dev'essere eseguita nei confronti di tutti, anche di chi, sino ad ora, è riuscito a farla franca".