Orlandi, il Vaticano: "Per noi caso chiuso". La legale: "Vogliamo atti ufficiali"

Diverse fonti parlano in un dossier di un'indagine condotta direttamente dalla segreteria di Stato. La famiglia di Emanuela chiede chiarezza

Un giovane appende un cartellone con l'immagine di Emanuela Orlandi
di An. L.

"Per noi abbiamo già dato tutti i chiarimenti che ci hanno chiesto, noi non possiamo fare altro certo che condividere, simpatizzare e prendere a cuore la sofferenza per i suoi familiari, però per noi il caso è chiuso". E' tranchant monsignor Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria vaticana, interpellato dai giornalisti a margine di una presentazione in Senato, sul caso di Emanuela Orlandi. Nemmeno depositato l'esposto della famiglia della 15enne scomparsa 34 anni fa mentre tornava a casa dalla lezione di musica, che il Vaticano già sbarra le porte. La possibilità di accedere al faldone sul caso e di ottenere un'udienza con il Segretario di Stato, Pietro Parolin, si allontana. Ma l'esposto di accesso agli atti è stato depositato, come conferma a Tiscali.it l'avvocata Annamaria Bernardini De Pace, legale della famiglia. "Parleremo più in là - ha aggiunto - ora aspettiamo che ci siano reazioni, poi faremo le nostre considerazioni". 

Eppure in quel dossier potrebbe essere nascosta la verità su quanto accaduto 34 anni fa - era il 22 giugno del 1983 - alla giovane figlia del messo pontificio, iscritta all'anagrafe vaticana. L'esistenza del dossier è emersa nel corso del processo Vatileaks, ma che era stata tenuta riservata. Un eventuale diniego potrebbe aprire una delicata fase, una questione internazionale, fino ad ora evitata, scrive Il Corriere. Quel che è certo è che dopo tre decenni di indagini cadute nel vuoto, verità sussurrate ma mai confermate e indizi non verificabili, la speranza è che si possa riaprire quello che è diventato uno dei tanti misteri italiani. 

"Fateci leggere il dossier"

I familiari chiedono l'accesso al plico, ma anche un incontro con il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. E' l'unico modo per capire come e con quali tempi è stata condotta l'indagine. Nel ricorso è scritto che di quel carteggio hanno parlato più fonti, le quali sono arrivate a dissertare della natura di questi documenti. La determinazione del fratello di Emanuela, Pietro, non si ferma di fronte al muro che il Vaticano ha sempre innalzato attorno alla verità sulla vicenda e che potrebbe celare la necessità di coprire qualcuno. Ipotesi ne sono state fatte tante.

Secondo quanto emerso nel corso del processo, è dal 2012 che si era tornati a parlare con insistenza di un dossier dedicato esclusivamente alla scomparsa della ragazza. Un plico che potrebbe contenere resoconti di attività inedite almeno fino al 1997. A questo plico la famiglia Orlandi oggi vuole accedere.  

Il dossier e le fonti che ne parlano

Nell'istanza si fa esplicito riferimento ad "alcune fonti che riferiscono dell'esistenza presso la segreteria di Stato del dossier con dettagli anche di natura amministrativa dell'attività svolta dalla segreteria di Stato ai fini del ritrovamento". E tra gli atti elencati già acquisti dalla procura, se ne cita uno, datato 22 aprile 1994, nel quale si ammetteva che "tutta la dolorosa vicenda fu seguita a fondo direttamente dalla segreteria di Stato".