Operaio egiziano scomparso ad agosto, indagato il datore di lavoro. Per la Procura è omicidio

Ibrahim Abdou Akl è sparito nel nulla sette mesi fa, secondo l’accusa il suo responsabile lo avrebbe ucciso per 100mila euro di Tfr chiesti dal dipendente

Ibrahim Abdou Akl
Ibrahim Abdou Akl
TiscaliNews

Il cadavere di Ibrahim Abdou Akl, detto Magdi, non si trova ma ora sulla scomparsa dell’operaio egiziano c'è una svolta. E’ indagato per omicidio il suo datore di lavoro, la Procura di Milano sospetta che l’imprenditore abbia assassinato il lavoratore in fabbrica.

20 anni in Italia con regolare permesso

Dopo la denuncia di scomparsa fatta 7 mesi fa da parte del cognato di Magdi sono partite le indagini sul 60enne, da 20 anni in Italia con regolare permesso di soggiorno. La vita dell’uomo è stata passata al setaccio ma gli investigatori non hanno trovato nulla. Nemmeno il suo cadavere. L’uomo faceva turni di lavoro massacranti dalle 5 di mattina alle 7 di sera in fabbrica per la rigenerazione della cassette di legno. Niente vizi, nessuna distrazione, unico lusso la colazione che gli piaceva fare la domenica mattina in un bar. Quasi tutto il suo stipendio circa 2.000 mila euro l’operaio lo mandava alla famiglia in patria. Una bella somma anche per i suoi congiunti che in Egitto hanno una discreta posizione, la madre dirigente di cancelleria, il suocero capo di un tribunale, il figlio pm tra i 10 migliori laureati in legge, e il cugino parlamentare.

Indagato il datore di lavoro

Il Corriere della Sera ha rivelato che Daniele Carparelli, quarantenne figlio del datore di lavoro di lavoro di Magdi, è stato convocato dai pm Paolo Filippini e Leonardo Lesti come indagato per l' ipotesi di omicidio volontario. La sera della sparizione l'egiziano era in fabbrica almeno fino alle 19.30, ora in cui ha firmato una atto, poi è svanito nel nulla senza che le molteplici indagini scientifiche abbiano trovato alcuna traccia; l' unico altro in fabbrica in quelle ore era il datore, che, localizzato lì alle 20.05 dal suo cellulare poi spento, risulta a casa alle 22 quando fa una chiamata dal telefono fisso; dunque, per l' accusa, tra le 19.30 e le 22 è successo qualcosa che ha avuto a che fare con la sparizione dell'egiziano.

Il movente

Per l'accusa ci sarebbe anche un valido movente, e cioè l' attrito in quei giorni tra l'operaio (che volendo tornare in patria chiedeva il Tfr di 100.000 euro) e l' imprenditore (che invece lo stimava in 25.000) che avevo portato i due a un tentativo di conciliazione tramite rispettivi avvocati. Tutte accuse che ora la difesa dell'imprenditore dovrà smontare una per una.