La denuncia ignorata sulle minacce a Noemi: verifiche sulla procura. Orlando invia gli ispettori

"Ho sbagliato, potevo uccidermi io e avrei evitato questo casino". Chiuso in una struttura protetta, il fidanzato della 16enne continua a disperarsi per quello che ha fatto

La denuncia ignorata sulle minacce a Noemi: verifiche sulla procura. Orlando invia gli ispettori
Redazione Tiscali

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha avviato tramite l'ispettorato accertamenti preliminari sulla procura per i minorenni di Lecce sul cui tavolo c'erano le denunce della mamma di Noemi Durini contro il fidanzato 17enne della ragazza, che ha confessato l'omicidio. La prima commissione del Csm ha chiesto al comitato di Presidenza l'apertura di una pratica sul caso.

Csm: "Verificheremo eventuali omissioni"

Il Csm verificherà "se ci sono stati problemi, omissioni oppure no" nella vicenda che ha portato all'omicidio della 16enne Noemi Durini, uccisa dal fidanzato minorenne in Salento. A confermarlo è il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, Giovanni Legnini. "Non possiamo fornire, allo stato, una risposta a questa terribile domanda" ha detto Legnini rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se la morte della 16enne poteva essere evitata. "La prima commissione consiliare del Csm - ha spiegato Legnini - ha espressamente chiesto al comitato di presidenza di aprire un'attività di accertamento su questa vicenda. Il Comitato si riunirà martedì mattina, esaminerà questa richiesta e lo farà alla luce dei fatti che sono noti, cioè di un appello accorato della mamma della povera ragazza barbaramente uccisa, per verificare se ci sono stati problemi, omissioni oppure no. Eviterei adesso di anticipare o affrettare il giudizio di qualsivoglia genere. Ciò che è certo è che ce ne occuperemo".

il fidanzato: "Se mi ammazzavo era meglio”

"Ho sbagliato, potevo uccidermi io e avrei evitato questo casino". Chiuso in una struttura protetta, il fidanzato di Noemi Durini continua a disperarsi per quello che ha fatto e continua ad essere confuso, alternando momenti di depressione e agitazione. Il ragazzo, secondo quanto si apprende, è tenuto costantemente sotto controllo per il timore che possa compiere gesti estremi.

Noemi  aveva cranio sfondato

Noemi aveva il cranio sfondato da una grossa pietra, il volto irriconoscibile e ferite su varie parti del corpo prodotte verosimilmente da animali selvatici: per questi motivi, oltre che per la decomposizione del cadavere, non è stato finora possibile accertare le cause della morte della ragazza nè se sul corpo siano presenti coltellate. Bisogna quindi aspettare - si apprende da fonti inquirenti - l'esito dell'autopsia che la Procura per i minorenni disporrà nei prossimi giorni. Tracce di sangue, tra l'altro, sono state rinvenutei sul luogo dove è stato ritrovato il cadavere, coperto di sassi. Il corpo, parzialmente occultatoi, è stato trovato nelle campagne di Castignano del Capo (Lecce). E' stato lo stesso fidanzato a portare i carabinieri sul luogo.

Il fidanzato confessa: “L’ho accoltellata”

"L'ho uccisa con un coltello". E' questo un altro particolare che l'omicida reo confesso della sedicenne Noemi Durini avrebbe rivelato agli investigatori durante il lungo interrogatorio che si è concluso nella notte nella stazione dei carabinieri di Specchia (Lecce), interrogatorio avvenuto alla presenza del difensore del ragazzo. L'avrebbe uccisa - ha raccontato il 17enne - con lo stesso coltello che Noemi aveva portato con sé. "Ho reagito - questo il racconto di Lucio - di fronte all'ostinazione di Noemi a voler portare a termine il progetto dello sterminio della mia famiglia". Nella sua confessione il giovane omicida ha aggiunto parole spesso pronunciate a cuor leggero da uomini violenti: "Ero innamoratissimo di lei".

Avevano progettato di sterminare la famiglia di lui

Il procuratore per i minori di Lecce, Maria Cristina Rizzo, ha definito l'omicida di Noemi "vigile e cosciente della sua posizione". "Dopo lo sterminio della mia famiglia volevamo fuggire a Milano". E' uno dei passaggi resi noti della confessione. Nell'interrogatorio il ragazzo ha raccontato agli investigatori del progetto di sterminio della sua famiglia che Noemi premeva fosse messo in atto per vivere liberamente il loro amore. Subito dopo l'uccisione dei componenti della famiglia di lui, i due - sempre secondo il racconto dell'omicida reo confesso - avrebbero progettato di fuggire a Milano e a prova di quanto da lui detto, il giovane ha affermato agli investigatori che avrebbero potuto trovare sotto il suo letto una lista di numeri di telefono di Milano, numeri di telefono di luoghi dove era possibile poter dormire".

Il 17enne è stato trasferito in una "casa protetta"

Il trasferimento è avvenuto al termine dell'interrogatorio. L'autopsia sul corpo della sedicenne dovrebbe tenersi sabato, o al massimo lunedì, nell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stata trasferita la salma.

La famiglia del fidanzato denunciò la ragazza

La famiglia del fidanzato e presunto assassino di Noemi Durini aveva denunciato la ragazza per atti persecutori nei confronti del giovane. La denuncia sarebbe stata fatta alcuni mesi fa, circa due settimane dopo quella presentata dalla madre di Noemi contro il giovane. La donna, Imma Durini, nella denuncia accusava il ragazzo di lesioni nei confronti della figlia.

L'amica: "Aveva paura di lasciarlo"

Me lo avrà detto centinaia di volte, che voleva lasciarlo. Ma aveva paura. E aveva ragione: una volta le ha riempito la faccia di lividi solo perché aveva guardato una moto. Una moto, capisci?. Lei amava le moto, ma lui era convinto che avesse guardato il ragazzo che c'era sopra. Lei manco lo aveva visto quello". Così Leila è la migliore amica della sedicenne di Specchia. Certo è che lui però la picchiava. "E pure più volte - dice Leila - Lei lo amava, cento volte mi ha detto che voleva lasciarlo ma non ci riusciva. Aveva paura e aveva questo sentimento che non la faceva ragionare". Ma quando l'hai vista l'ultima volta. "Dopo ferragosto, poco prima che sparisse. E' venuta da me. Vuoi sapere se abbiamo parlato di lui?. No, forse è stata l'unica volta che non l'abbiamo fatto. Era serena e felice".