Mps, parla la vedova di David Rossi: "Non so nulla dei festini, mio marito è stato ucciso. Voglio la verità"

La vedova di Rossi non vuole darsi per vinta e la sua sete di verità sembra essere stata alimentata “dal servizio tv, dall’intervista di Piccini e dalle polemiche scaturite dall’apertura di un fascicolo da parte della procura di Genova"

La signora Antonella Tognazzi
La signora Antonella Tognazzi
Redazione Tiscali

Continuano le reazioni al servizio Tv de Le Iene e all’intervista rilasciata al Corriere dall’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini sulla morte di David Rossi, direttore della Comunicazione di Mps, precipitato da una finestra del suo studio di Rocca Salimbeni. Stavolta è la vedova di Rossi, Antonella Tognazzi, a parlare sempre sulle pagine del Corriere della Sera. “La storia dei festini a luci rosse? Non ho mai saputo nulla. Ma si indaghi anche su quello, pur di arrivare alla verità – dice la Tognazzi – Mio marito coinvolto? Conoscevo David, la sua moralità, la sua voglia di vivere, il suo amore per la famiglia. Questo mi da la forza di dire: andiamo avanti senza tralasciare alcuna pista, anche quella del più odioso pettegolezzo”. Poi quella dichiarazione categorica: “Io ho la certezza che mio marito sia stato ucciso, che qualcuno l’ha gettato dalla finestra. Spero si torni a indagare”.

"Dei festini non sapevo niente"

La vedova di David Rossi non vuole darsi per vinta e la sua sete di verità sembra alimentata “dal servizio tv, dall’intervista di Piccini e dalle polemiche scaturite dall’apertura di un fascicolo da parte della procura di Genova, dopo le voci su presunti festini cui, secondo quanto riportato da Piccinini, avrebbero partecipato anche magistrati senesi”, fa notare Marco Gasperetti sul quotidiano di Milano.  Mentre “la presidente della Corte d’Appello di Firenze e il Procuratore generale hanno chiesto al Csm di aprire una pratica a tutela”.

David Rossi a terra e, nel riquadro, l'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini

Quando il giornalista le chiede come mai si parli di festini proprio ora, la signora Tognazzi risponde che non ne ha idea. “Forse qualcuno si vuol lavare la coscienza – aggiunge – Questa storia, mi hanno detto, circolava da tempo in città e sarebbe collegata in qualche modo alla morte di mio marito. Io non sapevo niente”.

"Indagini fatte male"

Lei crede soltanto - ripete - che “David sia stato assassinato e che le indagini sono state fatte male”. Una consapevolezza lasciata intendere “anche dall’anatomopatologa incaricata dalla procura”. La dottoressa “ha scritto, per esempio, che sul corpo di mio marito c’erano segni non compatibili con una caduta ma riconducibili a una colluttazione. Eppure di questo nell’inchiesta non si fa parola”, sostiene la vedova di David Rossi. Oltre questo elemento ce ne sarebbero poi molti altri, ad avviso della signora Tognazzi. Una cosa è certa: “Mio marito era molto spaventato. Chiedeva aiuto e lo aveva fatto anche con una mail a un alto dirigente Mps”. Anche se lui non le aveva confidato nulla di preciso in quei giorni prima della morte - spiega - perché lei era malatta e “certe cose non me le avrebbe dette esplicitamente per difendermi e tutelarmi”.

"Non lo avevo mai visto così"

Col senno del poi, però, confessa di aver “rielaborato quei momenti”. E quindi “oggi ho la sensazione – conclude la vedova di Rossi – che David fosse minacciato. Era un uomo che aveva paura di essere ucciso… Non lo avevo mai visto così”.