Don Bosco un educatore leggendario: come Tex lo è stato da eroe del West

Si intitola “L’uomo del mare”, Editrice Vaticana, il nuovo libro di Carlo Di Cicco, noto vaticanista e nostro stimato collaboratore. Eccone uno stralcio in anteprima

La copertina del libro
La copertina del libro
Redazione Tiscali

L’uomo del mare”, edito di recente dalla Libreria Editrice Vaticana (pag 195, euro 14),  è il nuovo libro di Carlo Di Cicco, noto vaticanista e nostro collaboratore.  Un libro diverso dal solito, che cattura fin dalle prime righe. Bello, interessante e inatteso come l'accostamento tra due personaggi apparentemente totalmente distanti tra loro: Don Bosco e Tex Willer. Un esempio dei tanti proposti dal volume per un nuovo modo di leggere la figura popolarissima in tutto il mondo del santo educatore dei giovani. Di un uomo che per il prossimo ed i giovani in particolare sarebbe stato capace di dare la vita.

Sono tantissimi quelli che  conoscono don Bosco in una forma approfondita o almeno generica. Uno degli italiani più famosi.  La sua figura torna prepotentemente alla ribalta, in un pianeta tecnicamente progredito ma povero d'amore e di anima, dove i giovani restano in condizione marginale, come si legge nella prefazione della casa editrice al libro. Sperimentando il presente sotto le mentite spoglie di Alpha, maestro immigrato con la madre Margherita, don Bosco si racconta e svela i suoi sogni educativi per il futuro di un mondo diverso e solidale. La simbiosi tra un educatore leggendario come lui e i giovani, futuro dell'umanità, può portare a un rilancio della proposta educativa in questo cambio di epoca, risvegliando energie creative e politiche sensibili, finalmente, a quella parte sterminata di giovani emarginati o esclusi che possono rigenerare l'umanità e scuotere i sazi dell'Occidente in crisi. Respirando allegria anziché vigilie di guerre, ingiustizie e rovinoso inquinamento ambientale.

La svolta che, sulla scia del Concilio Vaticano II, papa Francesco sta imprimendo alla Chiesa attestandola a fianco dei poveri e radicandola nel Vangelo, trova in don Bosco rivisitato e interpretato un alleato per il cambiamento pensato e realizzato con i giovani.

Tiscali.it pubblica uno stralcio tratto dal libro

 

Don Bosco in campo educativo è come Tex per i fumetti sul West: una leggenda. Per la sua integrità, la sua umanità, la centralità nelle storie senza schiacciare i comprimari, il senso di giustizia, l’inventiva e la creatività, il coraggio e la capacità di sbrogliare ogni situazione anche la più intricata. E poi la semplicità e naturalezza nel fare cose straordinarie e l’umorismo che in don Bosco si manifesta come allegria anche nei momenti difficili. I suoi avversari tramano nell’ombra per delinquere, ma Tex dosa e mescola forza e intelligenza senza mai prevaricare per sciogliere i nodi. Ci sono altri eroi nel West ma nessuno è come lui allo stesso tempo umano, simpatico e credibile. Forte e saggio. Paziente e rapido. Calmo e veloce. Domina gli eventi più imprevisti senza agitarsi. Tex piace. In lui si ritrovano persone su tanti piani distanti o diverse tra loro. Similmente, Don Bosco non è monocorde, piace per quel mistero imponderabile che rende le persone simpatiche o antipatiche. E dire che figure di eccellenti personalità impegnate a riflettere o a operare concretamente nell’ambito dell’educazione giovanile non sono mai mancate nella storia umana. Tex non si definisce, opera secondo sani principi. Realizza. Giovanni Bosco, figlio di contadini, a duecento anni dalla sua morte è riconosciuto Padre e maestro della gioventù. Così è stato definito non da persone qualsiasi, ma tra le più autorevoli al mondo come solitamente sono considerati i papi che dal concilio Vaticano II in poi hanno guadagnato la stima universale. 

Victor Hugo, l’autore de I Miserabili è stato il primo a definire don Bosco vivente “uomo da leggenda”. Questo prete leggendario siederebbe volentieri a confrontarsi con i cervelli di giovani imprenditori che stanno cambiando la storia con le loro intuizioni e realizzazioni nella tecnologia informatica e comunicativa. Prima di loro don Bosco ha lavorato duramente e ha costruito la sua eredità educativa con grande cura e ampia visione. Ha realizzato il suo sogno educativo cui aveva consacrato la vita.

Uno prima di lui gli somiglia molto, passato alla storia come Filippo Neri, inventore dell’oratorio a Roma ma in un’epoca ormai troppo lontana e diversa dalla presente. Don Bosco è un educatore vissuto in un secolo carico di valide opere letterarie, strabilianti compositori di musica, di avventurosi cercatori, di meraviglia per i primi salti nel futuro della scienza. La sua leggenda resiste, tuttavia,  tra costoro per una capacità umana importantissima: ha amato e si è fatto amare dai giovani e da larga parte dei suoi contemporanei in maniera quasi folle e irrazionale. Oggi diremmo che i giovani da lui educati sono stati suoi fans perdutamente affascinati e ammaliati da lui.  Amato così intensamente che qualche studioso un po’ frettoloso e superficiale si è spinto a sostenere che questo prete tanto famoso e ricercato dai ragazzi fosse gay se non addirittura un pedofilo buono. Alla maniera dei maestri greci, insomma: pedofilo nell’intimo senza tuttavia mai cedere all’impulso sessuale. Una tesi peregrina, però fragile e lambiccata se considerata da un punto di vista storico-critico e non puramente ideologico, scandalistico e sensazionalista dell’amore di don Bosco per i giovani. Tex, investigatore rigoroso, avrebbe certamente scoperto l’origine maligna e ambigua di un accusa mirante a screditare l’eroe della narrazione. Più semplicemente avrebbe dimostrato che si è trattato di amore non malato, ma genuino,  ispirato dal Vangelo e non dall’inconscio né dalla libidine che, secondo teorie psicanalitiche accreditate, concorrono fortemente a formare e rappresentare la personalità umana. L’amore di don Bosco non si fonda su una teoria dell’inconscio né su una inclinazione erotica,  ma su una storia accaduta, una pratica che risale a Gesù, detto il Cristo. Egli ha portato una novità nel modo di intendere l’amore, spostando la centralità dal sentimento più o meno profondo o passeggero a una scala di valori che guidano (o dovrebbero guidare) l’azione dei suoi seguaci. C’è da osservare il comandamento dell’amore che in una prospettiva gesuana suona così: amatevi l’un l’altro come io ho amato voi. San Paolo, l’apostolo che ha tanto diffuso il Vangelo, spiega questo amore di Gesù che lo ha profondamente colpito e trasformato: ha dato la sua vita per me. Amare alla scuola del Vangelo significa mettere l’altro prima di noi ed essere disposti a dare la vita per lui. Vivere scomodi per la felicità altrui quale via sicura, anzi unica, per incontrare Dio ragione definitiva della nostra vita. Non un dio anonimo ma riconoscibile e identificabile che si definisce Amore.

I giovani hanno compreso che quel prete dava la vita per loro con una presenza e un lavoro instancabili con il solo scopo di tirarli fuori da una esistenza precaria e senza sbocchi culturali e lavorativi. Dava loro coscienza della dignità umana di cui erano portatori. Costruiva il loro presente aiutandoli a preparare il loro futuro con capacità autonome. E lo faceva con buone maniere, senza rinunciare a divertimento, musica, canto, allegria, diversamente da quanto si usava a quei tempi nei confronti dei ragazzi scarsamente considerati e ampiamente sfruttati.

La tesi disinvolta che ipotizza un don Bosco capace di dare libero sfogo alla sua tendenza sessuale se non fosse stato prete virtuoso è banale poiché tende a far credere reale e dunque degna di considerazione una cosa che non è mai esistita se non nella testa di chi l’ha diffusa. Sarebbe come ammettere che ciascuno di noi, se non fosse quel che è, chissà quante altre cose anche terribili potrebbe essere, spostando il ragionamento su fantasiosi scenari possibili e mai realizzati. Roba a dir poco puerile o mossa da malanimo che giudica gli altri non per quello che sono e hanno realmente compiuto, ma per quello che ipoteticamente sarebbero forse stati in altra condizione di vita.  Tex non abboccava a trappole del genere.