Liberato il sacerdote italiano rapito in Nigeria

Liberato il sacerdote italiano rapito in Nigeria
di Askanews

Roma, 18 ott. (askanews) - E' stato liberato ieri sera don Maurizio Pallù, sacerdote italiano della diocesi di Roma di 63 anni, rapito giovedì scorso in Nigeria dove è missionario come catechista itinerante del Cammino neocatecumenale. Oggi, tra l'altro, è il suo compleanno. Come ha ricostruito Vatican Insider, don Maurizio era stato sequestrato da un gruppo di criminali locali che aveva derubato e portato via il prete mentre si recava insieme ad altre quattro persone in macchina da Calabar a Benin City, per un incontro di catechesi. Tra i sequestrati non c'era solo il sacerdote, come reso noto in un primo momento, ma anche altre due persone nigeriane."E' la seconda volta che mi rapiscono in un anno, non è la prima", ha raccontato il sacrdote ai microfoni della Radio vaticana: "Questa è stata più difficile della prima volta, ma ho visto i miracoli che il Signore ha fatto, proprio grandi miracoli che il Signore ha fatto per tenerci in vita. Significa che il Signore ha un piano grosso su questo Paese perché il demonio sta attaccando con grande forza per distruggere l'opera di Dio in questa nazione. In un anno sono stato rapito due volte ma io sono convinto che Dio distruggerà l'opera del demonio. Un'altra cosa importante da sottolineare è questa: i due rapimenti sono avvenuti tutti e due nella festa della Madonna di Fatima, il 13 ottobre. L'anno scorso siamo stati rapiti il 13 ottobre e attraverso un miracolo della Madonna siamo stati rilasciati dopo un'ora e mezza. Quest'anno siamo stati rapiti il 12 ottobre, la vigilia della festa del miracolo del sole a Fatima. Infatti stavo andando a Benin City dove i vescovi della Nigeria hanno celebrato la riconsacrazione della Nigeria alla Vergine Maria e volevo essere presente lì il 13 ottobre per questa grande Eucaristia e invece il 13 ottobre l'ho passato nella foresta e ho ricevuto un segno dell'attenzione materna di Maria e poi la domenica ho ricevuto la conferma che la Madonna e tutti i santi ci avrebbero tirato fuori da questa situazione. Non molliamo!".La sera del 12 ottobre, ha raccontato don Maurizio, "in tre siamo stati presi come ostaggi, un fratello nigeriano, una studentessa nigeriana, e io. Ci hanno rilasciati intorno alle 10 di sera", racconta il sacerdote. "Era un banda di rapitori, abbiamo camminato abbastanza verso un luogo solitario e poi siamo stati lì, loro avevano poco da mangiare, ci davano quello che avevano, siamo andati avanti, abbiamo bevuto l'acqua del torrente, un'acqua marroncina... comunque siamo in vita".Ora "mi hanno detto di rientrare in Italia. Io vorrei restare qui perché il demonio lo si sconfigge stando quì, il demonio è codardo, vuole metterci paura ma ha scelto la strada sbagliata perché siamo poveri uomini che abbiamo paura ma siamo sostenuti dalla grazia di Dio. E lui sta tenendo schiave milioni di persone qui con la menzogna, con la codardia e con la corruzione e quando mi permetteranno di tornare ritornerò qui ben contento e offrire la mia povera persona per l'evangelizzazione della Nigeria", ha concluso il sacerdote.