Addio alle chiamate promozionali indesiderate. Entra in vigore la riforma

Per gli utenti possibile iscriversi al registro delle opposizioni. I call center e le società di statistica dovranno servirsi di un preciso prefisso nazionale

Addio alle chiamate promozionali indesiderate. Entra in vigore la riforma
TiscaliNews

Gli italiani potranno finalmente pranzare e cenare in santa pace, senza che dei molestatori seriali, o “serali”, disturbino la loro quieta con le classiche e spesso indesiderate chiamate promozionali. Lo scorso 4 febbraio, infatti, è entrata in vigore la legge 11 gennaio 2018, n. 5 recante "Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzione di prefissi nazionali per le chiamate telefoniche a scopo statistico, promozionale e di ricerche di mercato", pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 28 del 03/02/2018. Le novità introdotte dal provvedimento sono molte e si prevede possano avere tutte un grande impatto nella quotidianità degli italiani che da ora avranno a disposizione un nuovo Registro delle Opposizioni "allargato". Per i call center la novità più rilevante è senza ombra di dubbio il doppio prefisso che servirà ai cittadini per comprendere se sono stati disturbati per motivi commerciali e per indagini statistiche.

Il registro delle opposizioni

La nuova legge, stando a quanto spiegato esaustivamente sul sito StudioCataldi.it, “consente a tutti gli utenti di iscrivere la propria utenza telefonica nel "Registro pubblico delle opposizioni" (R.P.O.), istituito dal d.P.R. 178/2010, quindi potranno accedervi anche i numeri di telefonia mobile e non solo le utenze fisse come previsto in precedenza. Il provvedimento, infatti, precisa che potranno avanzare richiesta d'iscrizione al registro tutti gli interessati, anche contemporaneamente per tutte le utenze telefoniche (fisse e mobili) che vogliano opporsi al trattamento delle proprie numerazioni telefoniche effettuato mediante operatore con l'impiego del telefono per fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta, ovvero per il compimento di ricerche di mercato o comunicazione commerciale. Nel registro verranno altresì inserite le numerazioni fisse non pubblicate negli elenchi di abbonati, che gli operatori saranno tenuti a fornire al gestore del registro con la stessa periodicità di aggiornamento prevista per la base di dati unica”. E’ importante sapere che l'iscrizione al registro revocherà immediatamente tutti i consensi espressi fino a quel momento. Faranno eccezione le adesioni prestate nell'ambito di specifici rapporti contrattuali in essere come quelle cessate da non più di 30 giorni, aventi a oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata la possibilità di revoca. Resta valido il consenso al trattamento dei dati personali che il cittadino presta successivamente all'iscrizione nel registro.

Pesanti sanzioni per i trasgressori

In caso di violazione delle prescrizioni sono previste per i trasgressori sanzioni particolarmente pesanti. Oltre alla consueta sanzione amministrativa, nei casi più gravi, i gestori di un call center possono addirittura rischiare la sospensione o la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività. A tutela degli utenti sono stati inoltre creati due distinti prefissi nazionali, che consentiranno agli abbonati telefonici di identificare le chiamate (telefonate commerciali e indagini statistiche). I due prefissi non sono stati ancora decisi ma l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni li renderà pubblici entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge.

Arriva il numero "richiamabile"

“Tutti gli operatori che svolgono attività di call center rivolte a numerazioni nazionali, fisse o mobili - spiega Lucia Izzo - dovranno adeguare tutte le numerazioni telefoniche utilizzate per tali servizi di call center, anche delocalizzati, facendo richiesta di assegnazione delle relative numerazioni entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento dell'Autorità, oppure presentare l'identità della linea a cui possono essere contattati”. La nuova normativa introduce inoltre il numero "richiamabile" che potrà essere utilizzato da chi ha ricevuto la telefonata per ricontattare il call center: i costi in questo caso ricadranno sul consumatore e varieranno a seconda del proprio piano telefonico.

Vietato cedere i dati personali a terzi

La norma potenzia anche la tutela dei dati sensibili del consumatori. Da ora in poi, le utenze inserite nel registro delle opposizioni, non potranno esser ceduti a terzi. Qualora l’utenza in questione non fosse inserita nel registro, in caso di cessione a terzi di dati relativi alle numerazioni telefoniche, il titolare del trattamento sarà tenuto a comunicare agli interessati gli estremi identificativi del soggetto a cui i medesimi dati saranno trasferiti. Ai call center sarà inoltre vietato l'uso di compositori telefonici per la ricerca automatica di numeri e, in caso di violazione, sarà prevista la responsabilità solidale del titolare del trattamento dei dati personali anche laddove questi abbia affidato a terzi le attività di call center per l'effettuazione delle chiamate telefoniche.

Riferimenti