Per i nostri politici gli stupratori sono un po' meno stupratori quando sono italiani

Se i crimini sono stati commessi invece da migranti, meglio se islamici, la storia diventa pane e sale di molti comizi pre e post elettorali. La denuncia

Due dei cinque dipendenti di un hotel di Sorrento accusati di stupro
Due dei cinque dipendenti di un hotel di Sorrento accusati di stupro

“Italiani, brava gente!” o no?” L’interrogativo è suggerito da una serie di episodi nei quali i nostri ‘compatrioti’ si sono rivelati capaci di indicibili crudeltà. In genere stragi e violenze sono state compiute da uomini qualunque, per nulla fanatici. Gente che ha agito per spirito di gruppo o perché persuasa di essere nel giusto quando le violenze sono state consumate contro ‘barbari’ o ‘subumani’. I media in questi casi si tuffano sulla notizia, i politici invece tacciono. Se i crimini però sono stati commessi da migranti, meglio se islamici, la storia diventa pane e sale di molti comizi pre e post elettorali.

Fra le prime a denunciare il vizietto dei nostri parlamentari è stata la filosofa, accademica, politica e saggista Michela Marzano, che in un suo commento pubblicato su Repubblica (“fate silenzio lo stupratore è italiano”) ha dato risalto a questo particolare atteggiamento. Lo ha fatto citando tutta una serie di fatti, in particolare ha stigmatizzato il silenzio (colpevole) dei nostri parlamentari quando la polizia ha arresto cinque dipendenti di un hotel di Sorrento, che nell’ottobre del 2016 avevano drogato e violentato una turista inglese di 50 anni: Eppure sono accusati di violenza sessuale di gruppo con l'aggravante dell'uso di sostanza stupefacente. Le prove sono schiaccianti, ma silenzio: i colpevoli sono tutti italiani.

Rende bene politicamente puntare l’indice contro il ‘mostro’ di colore o, in subordine, proveniente dagli ex paesi dell’Est. “La memoria – ha scritto ancora la Marzano – spesso fa brutti scherzi, certo, ma è difficile dimenticare le dichiarazioni di Matteo Salvini, all’indomani dei fatti di Rimini (quando una diciasettenne è stata violentata da un albanese nel bagno di una discoteca romagnola ndr), dopo aver definito gli aggressori “vermi”, non esitava a parlare di castrazione fisica”. Tanto i colpevoli sono stranieri. La docente universitaria ricorda anche le polemiche “contro l’allora presidente della Camera Laura Boldrini dopo il post del leghista Siorini che accusava lei, e en passant, le femministe, di tacere per difendere gli immigrati”.

Probabilmente, il titolo del libro di Del Boca (“Italiani, brava gente!”) avrebbe dovuto essere redatto con il punto interrogativo. Del resto, il romanzo è stato scritto per dimostrare che gli italiani, in questo caso i nostri militari, non erano dammeno dei tanto ‘rinomati’ soldati tedeschi (si va dagli assurdi massacri compiuti nel corso della cosiddetta "guerra al brigantaggio" alla edificazione in Eritrea di un abietto cosmo carcerario). Insomma, la classe politica del nostro Paese, impegnata a coltivare il suo personale orticello (del resto oggi si parla del Movimento di Grillo, del partito di Salvini, o di Berlusconi o di Renzi), non solleva la testa quando a uccidere e a stuprare sono i nostri connazionali, per poi scagliarsi come iene quando a violentare o a assassinare sono gli stranieri. Nondimeno la legge non fa differenze. 

Uno degli uomini finiti in carcere per la drammatica vicenda di Sorrento, lo ha reso noto la giornalista Selvaggia Lucarelli, aveva pubblicato sul suo sito Facebook una foto che lo ritraeva in compagnia di un altro ragazzo arrestato e di un giovane non coinvolto nella vicenda. Anche qui una frase eloquente: “Siamo buoni a niente ma capaci di tutto”. Interessante anche l’incipit: “Come sempre, gli stupratori sono un po' meno stupratori quando sono italiani e infatti, guarda caso, capita che non veda su facebook così tanti commenti indignati come quando due stranieri stuprano in spiaggia o nel parco di qualche ridente città italiana”. “E i politici? Silenzio: il silenzio dei colpevoli.