Lo stadio di Roma e il peccato originale del M5S. Cosa devono fare Di Maio e Salvini per non uscirne a pezzi

Arrestate 9 persone tra cui un costruttore "finanziatore" della Lega che avrebbe fatto promesse al presidente di Acea, vicino a Casaleggio. Travaglio: "Reagire in fretta"

Lo stadio di Roma e il peccato originale del M5S. Cosa devono fare Di Maio e Salvini per non uscirne a pezzi
Salvini, Di Maio e il nuovo stadio della Roma
di An. L.

C'è molto da imparare dalla vicenda dello stadio di Roma che ha portato nove persone agli arresti tra domiciliari e carcere. Ci sono soggetti a vario titolo legate ai due partiti governo, Lega e M5Stelle, e a Forza Italia e Pd, che però in questo momento politico rischiano di non essere una notizia. Cosa diversa per i due fautori del "governo del cambiamento", che invece si trovano coinvolte in logiche che testimoniano una certa storicità nel malaffare quale costante nella gestione degli appalti pubblici. La questione sotto la lente della Procura romana è la realizzazione del nuovo stadio della capitale, voluto dai piddini Marino e Zingaretti (ex sindaco di Roma e governatore del Lazio). Un progetto megalitico con annessa speculazione edilizia, per il quale la subentrata giunta Raggi ha ottenuto un risultato importante: lo stadio si farà ma con le cubature dimezzate. Chi troviamo entro le recinzioni di questo ambito cantiere - che ora rischia di saltare - finito sotto la lente della giustizia? Il primo è un costruttore romano e si chiama Luca Parnasi.

I protanisti legati a Lega e 5Stelle

In ottimi rapporti con la Lega di Salvini è titolare dei lavori di realizzazione dello stadio. Che non è sufficiente. Secondo quanto sostengono i pm romani, Parnasi cerca di accreditarsi a Milano per la costruzione dello stadio cittadino nel quale giocheranno Milan e Inter. E come? Alla vecchia maniera: oliando gli ingranaggi giusti. Infatti dona 250 mila euro alla Onlus Più voci, vicino alla Lega (in bolletta per via del sequestro della cassa con cospicui fondi pubblici gestita fino a poco tempo fa da Bossi e Belsito). E' un modo per accreditarsi "con tutto il Centrodestra", parole sue.

In un'intervista alla Stampa, Giulio Centemero, attuale tesoriere del Carroccio, allontana ogni sospetto di attività illecite. "Parnasi credeva nei progetti delle nostre fondazioni", assicura. Il costruttore, che non dà nulla per scontato, offre anche una casa a un esponente Pd, Pierfrancesco Maran, che però rifiuta meritoriamente. E non è tutto. 

Il costruttore, secondo la procura romana, punta anche l'uomo di riferimento grillino per i lavori dello stadio di Tor di Valle. Si tratta di Luca Lanzalone, presidente di Acea (dimessosi oggi) al quale promette incarichi professionali per 100 mila euro e "buona stampa", attraverso il noto faccendiere piduista Carlo Bisignani. Ma chi è Lanzalone? Intimo di Casaleggio padre e collaboratore di Beppe Grillo, l'avvocato genovese è stato consulente della giunta Nogarin a Livorno per il salvataggio della municipalizzata dei rifiuti, poi inviato a Roma per aiutare Raggi nella complicata gestione del nuovo stadio.

Qui viene nominato presidente di Acea, la municipalizzata che gestisce acqua ed energia. Come appare subito chiaro, se si è fatto fare promesse quali quelle succitate Lanzalonte incorre in un chiaro conflitto d'interessi e reati che lo procura senza esitazione ipotizza. La questione politica è differente. Un altro pentastellato è coinvolto, il capogruppo in  consiglio comunale Paolo Ferrara (autosospesosi) che al costruttore avrebbe chiesto gratuitamente un progetto di riqualificazione del litorale di Ostia. Ma comunque, come sottolinea Travaglio sul Fatto, "un'opera pubblica e non una faccenda privata, come quelle contestate invece al consigliere regionale del Pd Michele Civita (la promessa di assunzione del figlio) e dei forzitalioti Adriano Paolozzi (25 mila euro con fatture false) e Davide Bordoni (promesse di somme imprecisate)". 

Il sigillo del peccato originale sul M5S

In tutto questo la giunta di Virginia Raggi non è coinvolta. E, come nota il direttore del Fatto quotidiano, "diversamente dagli altri partiti, M5S e Lega non gridano al complotto togato, all'accanimento giudiziario o alla giustizia a orologeria". Certo, Salvini difende Parnasi ("persona per bene"), mentre Di Maio attiva i probiviri perché nel Movimento "chi sbaglia paga". Ma il ministro dell'Interno deve agire velocemente perché questa vicenda romana dai contorni piuttosto foschi rischia di lasciare il sigillo del peccato originale anche sul M5Stelle. Roma, si sa è una città complicata dove le consorterie misto pubblico privato si sono sempre incrociate fin dai tempi del Papa-re. Oggi le cose sono cambiate davvero poco, nonostante il tentativo di un anno e mezzo di attività della giunta Raggi per avviare un'inversione di rotta. 

Raggi non è toccata neanche di striscio nell'inchiesta sullo stadio di Roma, ma come altri errori fatti nella scelta dei collaboratori, così anche nel caso di Lanzalone, il chiaro rapporto di fiducia rischia di offuscare l'immagine della sindaca e del M5S.

Le cose da fare ci sono

Cosa debbano fare ora i pentastellati per evitare il contraccolpo (che presto o tardi si può tradurre in calo del consenso) che può subire il governo, lo sintetizza Il Fatto.  Che scrive che intanto Salvini si attivi per la restituzione dei 250 mila euro versati dal costruttore (in carcere per corruzione) e pubblichi l'elenco dei finanziatori oggi coperti dalle norme sulla privacy. I pentastellati specularmente devono cacciare Lanzalone da Acea e pretendere "l'elenco di tutti gli incarichi professionali ricevuti da quando lavora per loro, per verificare e stroncare altri conflitti d'interesse". E poi agire in Parlamento per cambiare la legge Letta che permette di occuoltare il finanziamento privato fino a 100 mila euro e cancellare la privacy, introdurre l'agente sotto copertura anti corruzione nella Pa e varare una legge sul conflitto d'interessi. Il caso Lanzalone insegna.