Roma: nell'inchiesta su giudici e mazzette spunta il nome di Gigi D’Alessio

In manette è finito il suo commercialista: avrebbe ottenuto il blocco di un pignoramento e la rateizzazione di un pagamento dovuto dal cantante al Fisco

Gigi D'Alessio
Gigi D'Alessio
Redazione Tiscali

Nell'inchiesta romana su magistrati e mazzette  è saltato fuori anche il nome di Gigi D'Alessio. Il cantante napoletano avrebbe beneficiato, forse a sua insaputa, delle attività illecite della "cricca" dei giudici tributari corrotti. Grazie all’intermediazione del suo commercialista, Salvatore Buellis -arrestato mercoledì scorso insieme ad altre 12 persone, tra cui 3 magistrati delle Commissioni tributarie -  il famoso cantautore avrebbe ottenuto il blocco di un pignoramento già esecutivo e la rateizzazione di un pagamento  dovuto al Fisco.

Dall'indagine condotta dai pm Giuseppe Deodato e Stefano Fava è emerso che il commercialista avrebbe agito in combutta con un dipendente, forse corrotto, di Equitalia. Buellis è finito in carcere perché accusato dai pm di far parte di un'associazione a delinquere composta dalla collega Rossella Paoletti, da tre dipendenti dell'agenzia delle Entrate, un militare della Finanza e, soprattutto, due giudici tributari, disposti a intascare mazzette per pilotare sentenze.

In un'informativa delle Fiamme Gialle di Velletri, si legge che la "cricca" si muove anche sul fronte Equitalia facendo ottenere ai clienti sconti non dovuti sulle cartelle esattoriali. Per gli inquirenti, la Paoletti sarebbe in contatto con una funzionaria, mentre Buellis con uno dei responsabili del servizio Enti Regione Lazio, presso Equitalia Sud. Si tratterebbe di Salvatore Cortellessa al quale Buellis si rivolse più volte - scrivono gli investigatori -  per chiedergli consulenze in relazione a varie pratiche. Tra queste, sottolinea la Finanza, “merge quella del contribuente Luigi D'Alessio, in arte Gigi, per la quale i due si prodigano per bloccare un pignoramento ormai partito e accelerare la procedura di rateizzazione".

Gli investigatori fanno una precisazione: "Non si è certi che D'Alessio sia a conoscenza dei metodi non leciti utilizzati, anche se, seppur marginalmente, non si può escludere un suo coinvolgimento". Gli inquirenti sembrano propensi a credere che la manovra sia stata messa in atto dal commercialista per "ingraziarsi" un cliente prestigioso.