Consip perde la testa: dimessi i vertici Ferrara e Ferrigno. Cda decaduto ma l'inchiesta prosegue

Il presidente della centrale acquisti della pubblica amministrazione se ne va. Era stato sentito dagli inquirenti. Mentre l'ad Marroni continuna ad accusare il ministro Lotti

Luigi Ferrara, presidente dimissionario di Consip
Luigi Ferrara, presidente dimissionario di Consip
Redazione Tiscali

Consip perde la testa. Nel senso che si dimettono i suoi vertici, già sotto il fuoco del Pd. Dimissioni, dunque, per Luigi Ferrara, presidente della centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, e il membro del Consiglio di amministrazione Marialaura Ferrigno. Due membri su tre che se ne vanno, significa Cda annullato. Proprio a poche ore dalla discussione al Senato delle mozioni che puntavano prioprio sull'azzeramento dei vertici. All'amministratore delegato, Luigi Marroni, il compito di convocare entro otto giorni l'assemblea dei soci che nomini il nuovo Cda. 

L'ad che accusa il ministro Lotti, fedelissimo di Renzi

L'inchiesta sulle irregolarità della gestione Consip ha coinvolto Tiziano Renzi, padre dell'ex premier ed attuale segretario del Pd e ha visto l'ad Marroni come principale accusatore del ministro dello Sport, Luca Lotti, indagato per rivelazione del segreto d'ufficio. Lotti, uomo di fiducia di Renzi, ha sempre respinto tutte le accuse e resta indagato assieme al generale dei carabinieri, Emanuele Saltalamacchia. Nel mentre è salito alla ribalta delle cronache il vicecomandante del Noe, Giampaolo Scafarto, indagato per depistaggio nella parte di indagini che riguardano Tiziano Renzi e i suoi incontri con l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo. Nelle scorse ore era stato sentito come testimone dalla Procura di Roma il presidente di Consip Ferrara, ora dimessosi. Il che scioglie almeno un po' la tensione parlamentare attorno al caso Consip, ma tiene in piedi le indagini sul maxiappalto da 2,7 miliardi per la gestione degli immobili pubblici.