"Sono il diavolo e non ho paura di ammazzarti": il racconto della moglie dell'assassino della donna in ospedale

E' morta Maria Domenica Dursi, aggredita a colpi di cacciavite mentre era immobile su una barella del pronto soccorso a Taranto. I precedenti dell'aggressore nell'ordinanza che Tiscali è in grdo di svelare

Un dettaglio dei filmati che hanno incastrato Giovanni Maggio nel momento del delitto
Un dettaglio dei filmati che hanno incastrato Giovanni Maggio nel momento del delitto
di Cr.S.

E' morta la donna anziana vittima di una brutale aggressione mentre era stesa su una barella al pronto soccorso dell'ospedale di Taranto. A incastrare l'assassino, il video delle telecamere di sorveglianza. Che lo ritraggono mentre, seduto all'interno del Pronto soccorso, si gira verso il muro e sembra mimare un accoltellamento. A pochi metri di distanza c'è un'anziana adagiata su una barella. L'uomo si alza e si dirige verso di lei, si prepara a vibrare il primo colpo. Poi il filmato si interrompe. Quello che è accaduto dopo si può immaginre e ha portato al decesso della vittima. Sono state proprio le riprese delle telecamere di videosorveglianza, supportate dalle dichiarazioni di alcuni testimoni, a incastrare Giovanni Maggio, pregiudicato di 42 anni, sottoposto a fermo dalla Polizia per l'omicidio di Maria Domenica Dursi, di 74 anni, la donna aggredita la notte tra martedì e mercoledì nel pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto, colpita alla testa con un oggetto contundente, un cacciavite o un punteruolo.

Subito in gravissime condizioni

Le condizioni dell'anziana, per la quale i medici avevano dichiarato la morte cerebrale interrompendo il periodo di osservazione per un piccolo segnale vitale rilevato dagli esami strumentali, erano apparse da subito stabili gravissime. La paziente era stata accompagnata in ospedale da suo figlio, che si era momentaneamente allontanato per andare in bagno quando è avvenuta l'aggressione. Il questore di Taranto Stanislao Schimera, che ha spiegato i dettagli delle indagini insieme al capo della Squadra Mobile Carlo Pagano, ha parlato di "un horror di 7 minuti" commentando il video - diffuso agli organi di informazione - che ritrae il presunto responsabile dell'aggressione. Capelli ondulati, corporatura robusta, maglietta gialla e bermuda. Era stato visto aggirarsi tra i corridoi del pronto soccorso e appariva particolarmente agitato. Il 42enne ha precedenti penali e fu denunciato da sua moglie nel 2008 per un'aggressione subita con un cacciavite. Un precedente inquietante per un uomo definito 'controverso' che era solito recarsi al pronto soccorso per denunciare presunte aggressioni e minacce subite e farsi refertare. E che andava in giro con il cacciavite per difendersi da quelli che incontrava, inclusi i parenti. Giovanni Maggio, indiziato per tentato omicidio aggravato e porto in luogo pubblico di strumenti atti ad offendere, avrebbe colpito Maria Domenica Dursi alla tempia destra, conficcandole in profondità nel cranio un oggetto contundente sottile e acuminato provocandole così un vastissimo ematoma cranico. All'uomo viene contestata l'aggravante di avere approfittato di circostanze di tempo, luogo e persona, in relazione all'età avanzata e allo stato patologico della vittima. Che era stesa su un lettino quando è stata ripetutamente colpita, fino alla morte.

La moglie: "Aggredì così anche me"

L'abitudine alla violenza, a mani nude o con oggetti appuntiti era tipica di Maggio, come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gup di Taranto Vilma Gilli. A parlare è Maddalena Pettinati, moglie dell'aggressore omicida di Maria Domenica Dursi: "Dal momento in cui mio marito è uscito dal carcere, ho notato che oltre ad avere degli sbalzi di umore, la sua situazione psichica ei era aggravata, a tal punto che in alcune occasioni è stato anche violento nei miei confronti, poiché per motivi di gelosia mi ha alzato le mani procurandomi lesioni al volto e in tutte le occasioni per evitare ulteriori conseguenze, non ho ritenuto opportuno di andare in ospedale e né tanto meno denunciarlo". E' una donna terrorizzata, quella che emerge dalla testimonianza riportata nell'ordinanza, accusata di cose orrende dal marito Giovanni Maggio: "Qualche volta assieme alla made di Giovanni, Ida Ferrazzano, siamo andati a fare la spesa. A causa di ciò mio marito ha avanzato sospetti che mia suocera e lo zio Nicola mi inducessero a prostituirmi. Pur di calmarlo e non essere aggredita, ho ammesso". La donna conferma anche che il marito girava abitualmente con un cacciavite che portava nel gilet, un oggetto giallo e nero. Con il cacciavite usato per uccidere Maria Domenica Dursi, durante uno dei litigi di coppia, Giovanni Maggio, ferì la moglie: "Mi ha colpito al collo". Dicendo subito dopo: "Sono il diavolo e non ho paura di ammazzarti"

Un dettaglio dell'ordinanza di arresto di Giovanni Maggio