Dai fanti ai Cappellani Militari d'Italia: ecco quanto ci costano gli ex combattenti

Dal 2014 i contributi hanno di nuovo lievitato verso l’alto, passando dal 1.211.599 del 2013 ai 1.598.165 del 2014 e ai 1.466.906 del 2015

Dai fanti ai Cappellani Militari d'Italia: ecco quanto ci costano gli ex combattenti
di Paolo Salvatore Orrù   -   Twitter: @OrruPaolo

Sono passati 98 anni dalla fine della prima guerra mondiale e settantuno dal cessato il fuoco della seconda. Quanti ex combattenti della Grande Guerra sono ancora in vita? L’ultima leva era stata quella dei ragazzi del 1899, che quest’anno compirebbero 117 anni. Più di 90 avrebbero anche i superstiti della seconda guerra mondiale. Eppure ancora oggi in nome e per conto di questi coraggiosi ci sono associazioni che continuano a incassare i contributi concessi dal ministero della Difesa. Associazioni combattentistiche, di militari in congedo e d’arma si dividono somme importanti: negli ultimi dieci anni queste organizzazioni hanno gestito 17 milioni 329 mila 340 euro, grazie a decreti interministeriali che hanno usufruito di un generico “parere favorevole” da parte delle commissioni parlamentari.

 

La denuncia di Goffredo Pinzuti (di L.M. Comellini)

I contributi

I contributi hanno subito una certa flessione nei periodi di maggiore crisi economica.  Dal 2014 però hanno di nuovo lievitato verso l’alto, passando dal 1.211.599 del 2013 ai 1.598.165 del 2014 e ai 1.466.906 del 2015. Al danaro assegnato dalla Difesa vanno aggiunti, sempre nel 2015, altri due milioni annui distribuiti dal Viminale di concerto con il ministero dell’Economia. “Nel 1998, per garantire il sostegno alle attività di promozione sociale svolte dalle associazioni combattentistiche il governo dell’epoca autorizzò stanziamenti per complessivi 8 miliardi nel 1998 e 4 miliardi annui negli anni 1999 e 2000 da ripartirsi con decreto del Ministro della difesa”, spiega Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm). Successivamente, nel 2005, lo stanziamento fu di 3.100.000 euro per le associazioni combattentistiche e partigiane erette in enti morali, costituitesi in confederazione nel 1979, incaricate di preparare ed organizzare, d'intesa con il Ministero della difesa, nel triennio 2005-2007, manifestazioni celebrative ed iniziative storico-culturali, sul piano nazionale ed internazionale, per il sessantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di liberazione.

Il controllo dei bilanci

Nulla osta dal punto di vista giuridico, tuttavia chi controlla le entrate e le uscite di queste associazioni? Secondo la normativa i bilanci dovrebbero essere presentati entro e non oltre il 30 gennaio, quando cioè subito dopo l’entrata in vigore la legge di bilancio. I conti sono ricevuti dai ministeri vigilanti che a loro volta li trasferiscono alle commissioni parlamentari, cui spetta l’onere del controllo. La legge è stata però spesso aggirata. A oggi, per esempio, alcune associazioni non hanno presentato i loro bilanci presso la IV Commissione (Difesa). L’imprevisto, secondo la legge, avrebbe dovuto impedire l’erogazione di altri contributi, ma così non è stato. E il solito tran tran è continuato. Resta abbastanza nebuloso anche il metodo con cui vengono eletti i dirigenti.

Gli statuti

Ogni associazione ha un proprio statuto che ne definisce la durata, gli scopi gli organi che la compongono e un regolamento di attuazione per disciplinare i rapporti tra i soci, la composizione e le funzioni dei vari organi del sodalizio e le modalità per l’elezione dei soci alle diverse cariche sociali. “Così in alcuni casi può capitare, come parrebbe essere avvenuto nell’Unsi, almeno secondo quanto ha denunciato Alfredo Pinzuti, 91 anni, ex presidente dell’associazione, presidente onorario della Sezione di Conegliano – Vittorio Veneto, che un Congresso e le modifiche apportate in quella sede allo statuto dell’associazione non sarebbero stati validi a causa del mancato raggiungimento del quorum previsto dallo statuto”, spiega Comellini.

Le irregolarità

Tra gli atti che Pinzuti ritiene non validi ci sarebbero anche quelli riguardanti l’elezione dei vertici dell’Associazione e in particolare del Presidente nazionale che è un militare in servizio. L’interesse per i contributi pubblici può anche finire davanti giudici, come è avvenuto nel 2013 quando l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani Anpc ha citato in giudizio la Confederazione Italiana tra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra Anmig, per chiedere l’annullamento del provvedimento con il quale il Comitato Tecnico istituito dalla Confederazione della Associazioni Combattentistiche e Partigiane ne aveva escluso il progetto presentato ai fini dell'ammissione al finanziamento delle iniziative relative alla celebrazione del settantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di liberazione, per presunti "vizi formali".

Le associazioni

Queste sono le associazioni sottoposte alla vigilanza del Ministro della Difesa che annualmente percepiscono i contributi pubblici: Associazione Italiana Ciechi di Guerra, Associazione Italiana Combattenti Interalleati, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci , Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti in Spagna, Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra, Associazione Nazionale tra le Famiglie Italiane dei Martiri Caduti per la Libertà della Patria, Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, Associazione Nazionale Partigiani di Italia, Associazione Nazionale Veterani Reduci Garibaldini, Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane, Federazione Italiana Volontari della Libertà, Gruppo Medaglie d'Oro al Valor Militare d'Italia, Istituto del "Nastro Azzurro" fra Combattenti e Decorati al Valor Militare, Associazione Nazionale ex Internati, Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall'Internamento e dalla Guerra di Liberazione, Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti regolari delle Forze Armate, Consiglio Nazionale delle Associazioni d'Arma, Associazione Nazionale del Fante, Associazione Nazionale Marinai d'Italia, Associazione Arma Aeronautica, Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia, Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori d'Italia, Associazione Nazionale Ufficiali Tecnici dell'Esercito Italiano.

E ancora

Associazione Nazionale Autieri d'Italia, Associazione Nazionale Alpini, Associazione Nazionale Artiglieri d'Italia, Associazione Nazionale Bersaglieri, Associazione Nazionale Carristi d'Italia, Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna, Associazione Lagunari Truppe Anfibie, Associazione Nazionale Amministrazione Militare, Associazione Nazionale Commissariato Militare, Associazione Nazionale Sanità Militare Italiana Associazione Nazionale Aviazione dell'Esercito, Unione Nazionale Ufficiali Italiani in Congedo (U.N.U.C.I), Gruppo Decorati Ordine Militare d'Italia, Unione Nazionale Sottufficiali Italiani (U.N.S.I.), Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia, Associazione Nazionale Ufficiali di Marina Provenienti dal servizio effettivo, Associazione Nazionale "Nastro Verde" decorati di Medaglia d'Oro Mauriziana, Società Geografica Italiana, Associazione Nazionale per l'assistenza ai figli minorati di dipendenti ed ex dipendenti militari e civili della Difesa (ANAFIM), Associazione Nazionale famiglie caduti e mutilati dell'Aeronautica, Lega navale Italiana, Associazione Nazionale Ufficiali dell'Aeronautica, Associazione Nazionale Cappellani Militari d'Italia.