"Italiani, ci state ridando la speranza". La mamma di Charlie dice sì al Bambin Gesù

L'ospedale pediatrico romano si è detto disponibile a somministrare un farmaco sperimentale al piccolo paziente inglese affetto da una malattia rarissima. Già in corso i primi contatti

'Italiani, ci state ridando la speranza'. La mamma di Charlie dice sì al Bambin Gesù
Redazione Tiscali

"Ci state dando una speranza straordinaria. Vogliamo tentarle tutte prima di arrenderci".  Dopo il buio, si apre uno spiraglio di luce per Connie Yates, la mamma del piccolo Charlie, il bambino affetto da una malattia incurabile e per cui i medici ed i tribunali inglesi avevano già stabilito di staccare la spina. A socchiudere la porta della speranza è l'Ospedale Bambin Gesù di Roma, un presidio d'eccellenza nel campo della pediatria nazionale e punto di riferimento per la ricerca sulle malattie rare: solo l'anno scorso sono stati quasi diecimila i pazienti passati per il centro. Ed è qui che arriverà, molto probabilmente anche il piccolo Charlie.

La terapia sperimentale americana che era stata proposta ai genitori del piccolo pochi giorni fa sarebbe infatti possibile anche in Italia, proprio al Bambin Gesù. Un'ultima chance a cui la mamma di Charlie non vuole assolutamente rinunciare. E' il quotidiano La Stampa a riportare i contenuti della telefonata fra Connie e la presidentessa dell'Ospedale Bambin Gesù, Mariella Enoc. Un colloquio carico di speranza e di dolorosa consapevolezza: Charlie non dventerà mai un adulto ma almeno non gli sarà negato di poter vivere, nel modo migliore possibile, fino a che le sue condizioni lo permetteranno. Tempo prezioso per una mamama, anche se si trattasse solo di pochi mesi.

"Connie è una leonessa, non vuole perdere nessuna opportunità", racconta la Enoc. "Tra poche ore i nostri specialisti chiameranno la signora Yates e le illustreranno cosa è possibile fare".

Il genetista: "Vale la pena di tentare"

"Abbiamo detto che siamo disposti a tentare con un farmaco sperimentale. Crediamo che ne valga la pena se può esserci anche un minimo beneficio", dice Bruno Dalla Piccola, genetista di fama mondiale e coordinatore del centro per le malattie rare dell'ospedale cattolico romano. "Dobbiamo però vedere il piccolo per valutare la fattibilità della somministrazione", precisa il medico. I

Nei prossimi giorni dunque si capirà se il piccolo Charlie, affetto da una rarissima "Sindrome di deplezione mitocondriale", che può colpire diversi organi, potrà rispondere efficacemente alle cure. Il farmaco sperimentale disponibile oggi è mirato alla cura delle degenerazioni muscolari, mentre Charlie è stato colpito al cervello. Ma dal Bambin Gesù rassicurano: si tenterà tutto il possibile, ma senza accanimento terapeutico.