[L’analisi] La crisi della sinistra apre la strada a un futuro da incubo per le classi medie e popolari. Lo scenario

Per il noto intellettuale britannico Edward Luce l'ascesa dei populismi mette a rischio la democrazia e il rischio è quello di ritrovarsi in un mondo dominato da multinazionali e regimi totalitari con la plebe relegata nelle megalopoli e anestetizzata con il reddito di cittadinanza e l'intrattenimento volgare

La plebe sarà drogata di reddito di cittadinanza e spettacolo
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

“La vittoria di Donald Trump e l’ascesa dei populismi in Europa sono il sintomo più evidente che le democrazie occidentali sono più vicine al tracollo di quanto immaginiamo”. Non ha dubbi Edward Luce, uno dei più lucidi intellettuali britannici, editorialista del Financial Times e autore del libro Il tramonto del liberalismo occidentale edito in Italia da Einaudi.

Crisi della sinistra risale alla fine della guerra fredda

Intervistato da la Repubblica il giornalista ha spiegato che l’ascesa del Tycoon e dei populismi sovranisti europei è figlia “della crisi della sinistra che ha smesso di rappresentare i lavoratori e i ceti medio bassi”. L’origine di questo errore risale “alla fine della guerra fredda quando i partiti socialisti si separarono dalle loro radici marxiste”. Lo fecero perché si resero conto che “il lavoratore medio stava peggio in Unione Sovietica che in Occidente”. Iniziò così “una profonda revisione ideologica, nota come Terza Via, che portò ad uno spostamento della sinistra verso il centro”.  Detto anche in altri termini “la sinistra divenne establishment”.

Ingenuità credere nella propaganda dei liberisti 

Luce sottolinea poi una grande ingenuità commessa dai partiti socialisti e socialdemocratici: “Credere alla propaganda liberista che i lavori meno remunerati sarebbero scomparsi grazie all’innovazione tecnologica e all’aumento della produttività”. Ora è evidente a tutti che si è trattato di una grande illusione. Non solo non c’è stato un miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori ma con lo scoppio della grande crisi a partire dal 2008 c’è stato un generale peggioramento.

Sinistra identificata con tecnocrazia responsabile della crisi 

Per l'editorialista del Financial Times in questo passaggio storico c’è proprio la spiegazione del declino della sinistra e dell’ascesa del populismo. “Diventando establishment i partiti socialisti e socialdemocratici sono stati identificati con la tecnocrazia dominante e ritenuti responsabili di quanto accaduto. Per il populismo di destra è stato facile fare breccia tra i più danneggiati dalla crisi che non si sentono più rappresentati dalla sinistra”.

Edward Luce

Indebolimento della classe media pericolo per la democrazia 

Quanto sta avvenendo rischia però di essere molto pericoloso perché “si sta erodendo la classe media ovvero la base sociale su cui si è sempre retta la democrazia”. Luce denuncia le crescenti disparità sociali paragonabili a quelle esistenti all’inizio del XX secolo non a caso “anni segnati da forti reazioni contro la democrazia” e l’indifferenza delle classi dirigenti liberali che “osservano con distacco quanto sta avvenendo quasi come se la cosa non le riguardasse” e che pensano “basti invitare un leader no global a Davos per pacificare le masse”.

Riforma fiscale di Trump privilegia minoranza più ricca

A conferma del circolo vizioso in cui è entrato l’Occidente, l’intellettuale britannico cita la riforma fiscale appena varata dall’amministrazione Trump che “rappresenta una prova lampante della mancanza di attenzione verso gli interessi della maggioranza”. Per Luce i tagli delle tasse non possono essere paragonati con quelli fatti da Ronald Reagan negli anni ’80 del XX secolo. “Allora erano giustificati dalle generali condizioni economiche oggi sono un puro regalo agli azionisti delle imprese ovvero al 15% della popolazione americana”. Fantasie? Niente affatto. Le prime stime indicano che grazie alla riforma la sola Apple risparmierà ben 47 miliardi di dollari di tasse.

Sfascio della democrazia apre via a futuro distopico 

Purtroppo Luce non offre indicazioni su come uscire dall’empasse ma nel suo libro ammonisce che “sfasciando la macchina liberal democratica, che pure ha resistito a due guerre mondiali, non entreremo nell’eden della decrescita felice ma saremo vittima di un mondo caotico sempre più automatizzato, in cui multinazionali, regimi totalitari, democrazie illiberali e plutocrati astuti domineranno mentre la plebe sarà relegata nelle megalopoli e anestetizzata dal reddito di cittadinanza e da una dieta di volgare intrattenimento televisivo e online".