Politici, generali, magistrati: i dossier con tutti i favori chiesti a Montante, imprenditore antimafia agli arresti

Le carte del Gip, oltre duemilacinquecento pagine che Tiscali News è in grado di documentare, descrivono un "ecosistema" illegale che coinvolge nomi molto importanti

Catanzaro e Crocetta
Catanzaro e Crocetta
TiscaliNews

Tutti in fila da Montante, a chiedere ruoli, facilitazioni e favori. Sono molti i nomi contenuti nelle 2567 pagine dell'ordinanza del Gip di Caltanissetta, Maria Carmela Giannazzo, che Tiscali News ha potuto visionare ed è in grado di documentare. Nomi che si muovono attorno ad Antonello Montante, già responsabile nazionale per la legalità di Confindustria, da ieri agli arresti domiciliari con altre cinque persone per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Si parla di circa 130 nomi che si agitavano attorno a quello che si può definire "l'ecosistema Montante", contenuti nella voluminosa documentazione trovata dalle forze dell'ordine in una stanza riservata della villa di Montante a Serradifalco e riportati in dettaglio nelle carte del Giudice per le indagini preliminari. Dossier che Montante dice fosse presente a casa sua senza che lui lo sapesse, professando la propria innocenza e ribadendo che siccome ha "sposato le istituzioni" c'è qualcuno che cerca di infangarne il nome, e che per questo suo impegno rispetto al quale non torna indietro "sono sicuro che Cosa nostra mi farà pagare prezzi ancora più alti". La già lunga lista degli indagati cresce ancora. L'ultimo in ordine di tempo ad esser finito nell'inchiesta è l'attuale presidente di Sicindustria, Giuseppe Catanzaro. A darne notizia è stato lo stesso Catanzaro al quotidiano online Livesicilia. "Ho ricevuto un avviso a comparire quale persona sottoposta a indagini per reati che attengono ai rapporti con la politica, di cui solo oggi vengo a conoscenza. Andrò e fornirò ogni elemento utile al fine di agevolare la ricostruzione della verità storica". Raggiunto telefonicamente anche l'ex governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha confermato di aver ricevuto la notifica dell'avviso di garanzia.

Politici, generali, magistrati, giornalisti

A leggere le carte dell'inchiesta e le motivazioni con cui il Gip ha disposto l'arresto di Montante (e tra gli altri di Diego Di Simone, ex sostituto commissario della squadra mobile di Palermo e attuale responsabile della Security di Confindustria nazionale, che si è avvalso della facoltà di non rispondere) si trovano i dettagli sugli "appartenenti delle forze dell'ordine, soprattutto locali, ma anche di indubbio rilievo nazionale", "esponenti della magistratura" per cui la D.D.A ha inviato la relativa documentazione agli uffici competenti pur non rilevando, allo stato attuale, "l'astratta fattispecie di reato". E ancora: "giornalisti, operatori dell'informazione" e "altri esponenti economici" per i quali è da approfondire il ruolo nella "robusta rete relazionale" creata da Montante. Comprendente ruoli apicali della D.I.A., generali dei Carabinieri, capi di Stato Maggiore, ex capi e vicecapi della Polizia di Stato. E un generale della Guardia di Finanza. Rispetto a cui, come si legge nelle carte del Gip, "è stato accertato con sufficiente chiarezza come il Montante, oltre a promettere e far ottenere occupazioni lavorative, si prodigasse per soddisfare aspettative di carriera e trasferimenti di sede". Da cui è "agevole comprendere come l'elargizione di favori non potesse che passare attraverso la costruzione di una rete superiore di rapporti, contrassegnati dalle medesime logiche, da attivare, all'occorrenza, per potervi dare soddisfazione". Scambi di favori che pesavano sul lavoro della pubblica amministrazione e delle istituzioni, dunque, anche laddove non era presente la corruzione per cui Montante è ai domiciliari.

La "talpa" dentro l'Antimafia

Sul caso Montante, l'ex presidente Antimafia, Claudio Fava, commenta: "Ho difficoltà a pensare che avesse libero accesso a informazioni secretate alla Commissione parlamentare antimafia attraverso un funzionario, le aveva certamente attraverso uno dei componenti, e questa è cosa gravissima per il livello di complicità istituzionali che comporta". L'ex presidente della Commissione Rosy Bindi parla di "scambio deformante tra mafia e antimafia, con un processo che finisce per appannare la credibilità di tutto il campo dell'antimafia, anche chi si comporta in modo onesto e disinteressato". Quindi sono molte le posizioni da vagliare in dettaglio. Ma l'accusa insiste: Montante aveva un sistema di spionaggio per difendersi dagli avversari politici e dentro l'associazione industriali e per carpire notizie sull'inchiesta per concorso in associazione mafiosa che la procura aveva aperto nel 2014 su di lui. Oltre che dentro l'Antimafia. A lui si rivolgevano Raffaele Lombardo, già presidente della Regione Sicilia, attraverso Emma Marcegaglia, per chiedergli di diventare suo assessore, e Michele Trobia, presidente del Tennis Club di Caltanissetta che in una intercettazione parla "di consegne di denaro effettuate dal Montante in sua presenza in favore di Cuffaro Salvatore" (quest'ultimo presidente della Regione Sicilia fino al 2008). E' documentata la vicinanza dell'uomo di Confindustria all'ex senatore dem Beppe Lumia e all'ex governatore Crocetta, con la "richiesta da parte di Lumia a Venturi di un finanziamento in nero della campagna elettorale di Crocetta e conseguente ira di Montante per il rifiuto opposto da Venturi (imprenditore e ora grande accusatore dello stesso Montante, ndr)". Mentre l'inchiesta prosegue, ad approfondire tutti i nodi dei rapporti sotto indagine, Antonello
Montante, è stato sospeso dalla federazione dei Cavalieri del lavoro. L'onorificenza gli era stata attribuita nel 2008 perché si era "particolarmente impegnato nella lotta contro le organizzazioni mafiose, promuovendo l'impegno delle associazioni industriali siciliane contro il racket".

Un dettaglio dell'ordinanza per le misure cautelari su Montante