Stupro di Firenze, procura militare: i due carabinieri rischiano il licenziamento

Fonti della procura militare hanno spiegato a tiscali.it che l’inchiesta avrà un iter celere: entro 20 giorni si deciderà se gli indagati potranno restare nell'Arma

Marco Camuffo

Marco Camuffo e Pietro Costa, i carabinieri accusati di aver stuprato due turiste americane a Firenze, saranno interrogati fra qualche giorno dal procuratore militare Marco De Paolis e dal sostituto Antonella Masala, titolare del fascicolo. I due agenti sono iscritti da lunedì scorso nel registro indagati della procura militare con le accuse di violata consegna (potrebbe essere configurato anche in abbandono di posto) e peculato militare, con riferimento alla violazione delle regole che regolano l'attività di pattuglia e all'uso arbitrario dell'auto di servizio.

Il responso dei tribunale militare

A decidere se i carabinieri dovranno essere “estromessi” (licenziati) prima del processo penale e prima del termine delle indagini preliminari spetta al tribunale militare. Nei casi in cui l’accertamento risulti particolarmente complesso, e non si disponga di elementi sufficienti ai fini della valutazione disciplinare, l’amministrazione, dice la legge, “promuove il procedimento disciplinare al termine di quello penale”. Fonti della procura militare hanno spiegato a tiscali.it che l’inchiesta avrà un iter molto celere: probabilmente entro 20 giorni si saprà se gli indagati potranno continuare a vestire la divisa dell’Arma. Ovviamente, è stato spiegato, nessuno è ancora in grado di dire se i due saranno licenziati o resteranno in servizio per svolgere attività diverse da quelle di contatto con i cittadini. Le due indagini, penale e militare, che vedono convolti i due tutori dell’ordine, pur procedendo su binari paralleli non si incontreranno mai.

Dal versante penale

Dal versante penale, le agenzie hanno battuto la notizia, secondo la quale, una delle due ragazze americane aveva ingerito più alcol dell’altra. Entrambe le studentesse, hanno fatto trapelare gli inquirenti, ancora tre, quattro ore dopo il rapporto sessuale avevano nell'organismo un apprezzabile quantitativo di alcol. Una quantità definita "sopra la norma", considerando come riferimento i 0,50 g/l base dei controlli stradali. Questo è un primo riscontro scientifico a disposizione della procura di Firenze.

Le ragazze erano ubriache?

Dati importanti, che comunque non sbrogliano la matassa: le due ragazze quanto alcol sono in grado di sopportare prima di poter dire che sono ubriache o no? In sostanza, erano nel pieno delle loro facoltà mentali quando hanno accettato il passaggio dei due carabinieri - Marco Camuffo e Pietro Costa - fino al palazzo del centro dove soggiornano a Firenze? O erano 'annebbiate' e in stato di 'minorata difesa'? Il procuratore Giuseppe Creazzo ha sottolineato che questo primo riscontro, la presenza di alcol nel metabolismo, non è da sé sufficiente a stabilire se le due giovani americane fossero lucide o meno in quei momenti, cioè in grado di decidere con piena autonomia.

Il consulente della procura

Bisogna dunque aspettare la relazione di un consulente della procura, e servirà qualche settimana. E’ un passaggio importante dell'inchiesta dato che entrambi i militari, l'appuntato e il carabiniere scelto del 112, nei loro interrogatori spontanei al pm Ornella Galeotti hanno negato che vi sia stata violenza nei rapporti sessuali con le studentesse sostenendo, invece che le ragazze erano d'accordo, consenzienti ad avere rapporti nell'androne, per le scale e nell'ascensore. Emerge una linea comune tra le due difese anche dalle parole del difensore del carabiniere scelto, avvocato Andrea Gallori: "Il mio assistito ha ammesso che ci sia stato un rapporto sessuale con una delle studentesse americane - ha detto l'avvocato - ma nega che ci sia stata violenza". L'aveva detto anche l’appuntato venerdì scorso.

L'hashish e la marijuana

Sul fronte tecnico, medico-legale c'è anche da aspettare il risultato dell'esame tossicologico su una delle due americane: è confermato che aveva preso sostanze stupefacenti (hashish o marijuana) ma va stabilito a quando risale l'assunzione, se nell'imminenza del rapporto sessuale o nei giorni precedenti. Anche questo per capire il grado di controllo delle proprie azioni. La procura deve anche decidere su eventuali richieste da proporre al gip. Tra queste, data l'esigua disponibilità di alcuni materiali biologici prelevati dalla polizia scientifica - anche per collezionare i Dna - potrebbe chiedere accertamenti irripetibili o un incidente probatorio: entrambi sono strumenti in cui tutte le parti, indagati e parti offese, hanno diritto di essere presenti con propri consulenti. Ci vorrà qualche tempo. Quasi certo che invece sarà chiesto dal pm di organizzare un altro incidente probatorio: quello per sentire le due ragazze e acquisire i racconti come prova, in modo che possano ritornare negli Usa senza necessità di rientrare in Italia per i processi. Si cerca di operare in tempi più rapidi possibile.

Le polemiche in seno all'Arma

Intanto lievitano le polemiche sulle dichiarazioni rilasciate a caldo dal comandante generale dell'Arma, Tullio Del Sette che aveva sollecitato per i suoi due sottoposti conseguenze “anche immediate, sul piano disciplinare e della condizione di stato”, che detto in altre parole vorrebbe dire: licenziamento subito. Una dichiarazione durissima che tuttavia, “non può non risultare inopportuna se a farla è il Comandante dell'Arma che a sua volta è indagato nell'ambito di un'altra inchiesta che vede coinvolti anche altri esponenti di spicco della Benemerita: il caso Consip”, commenta Comellini. L'esponente “dem” del governo Gentiloni, la ministra Pinotti, “all'indomani del fatto prontamente qualificato dalla stampa, ancor prima di un magistrato, come ‘stupro’ si è eretta paladina dell'onorabilità dell'ultra bicentenaria istituzione, chiedendo non solo la sospensione, ma anche il licenziamento dei militari, prima ancora che qualcuna delle indagini incorso si sia conclusa: la tomba del garantismo”.