"Meritate la fucilazione": l'attacco omofobo a una coppia gay

Stefania Mocci e Simona Deidda, la prima coppia al femminile della Sardegna, minacciate da dei fanatici

Stefania Mocci e Simona Deidda
Stefania Mocci e Simona Deidda il giorno del loro matrimonio
Redazione Tiscali

Avete sporcato l’immagine dalla famiglia. Meritate la fucilazione”.  E’ questo solo uno dei messaggi omofobi ricevuti negli ultimi giorni da Stefania Mocci e Simona Deidda, la prima coppia al femminile della Sardegna convolata a nozze.

La storia di Stefania e Simona in Tv

Della loro storia si è occupata fin da subito la trasmissione di Rai Tre Stato Civile che aveva  seguito le fasi preparatorie  al loro matrimonio, la cerimonia e anche il ricevimento, ottenendo riscontri in termini di ascolto e visualizzazioni social. “Anche in seguito alla rimessa in onda del servizio che ha trattato la nostra storia gli attacchi sono diventati insopportabili -  racconta la coppia che aggiunge - . Naturalmente agiremo di conseguenza, perché  dobbiamo  e vogliamo tutelare la nostra famiglia”.

Gli insulti e le minacce

"Abbiamo raccolto e isolato 25 pagine di insulti – in alcune si sosteneva che avessimo fatto violenza su minori, corrotto e fatto il lavaggio del cervello ai nostri familiari . Gli attacchi arrivano praticamente tutti  dagli aderenti al Popolo della famiglia di Mario Adinolfi. movimento di pensiero che fa della famiglia canonica un baluardo insormontabile tanto da arrivare in questo caso a scagliarsi contro chi la pensa e agisce in modo diverso”, spiega Stefania all’Unionesarda. 

L’appoggio dei cittadini

Ma a Domusnovas la Stefania e Simona non sono state lasciate sole a combattere questi fanatici e le loro minacce. Cittadini, movimenti gay e relativi siti internet sono scesi in campo per difendere la coppia che ha aperto la strada a una nuova figura di famiglia.  Già perché il 3 agosto nel paese del Cagliaritano  Simona Deidda e Stefania Mocci sono state la prima coppia omosessuale sarda a unirsi in matrimonio. Un unione “ufficiale” che è giunta a coronamento di una storia iniziata con un colpo di fulmine al Poetto esattamente 3 anni fa. Le due ragazze, di Domusnovas e Quartucciu, entrambe trantaduenni, hanno subito sfruttato l’entrata in vigore dei decreti attuativi della legge sulle Unioni Civili, o legge Cirinnà com’è maggiormente nota, apprendendo poi del primato dalla prefettura di Cagliari.